14.6.05

Muoviti con velocità o con lentezza, ma evita la fretta e la stagnazione.

7.6.05

Ricordati chi sei.
Devi decidere che vuoi star bene!
Che non c'è bisogno di soffrire per richiamar su di sé amore.

5.6.05

Conosco personalmente chi soffre di codesta argentea malinconia...

Have You Seen The Stars Tonight?

...ma c'è un tempo per ogni cosa.

4.6.05

shall I answer the call?

you can hear the sound of magic if you tend to it

3.6.05

Bene, provo a rispondere al richiamo.

Cos'è un richiamo? Una specie di giramento di testa, una vibrazione tanto poco convenzionale da indurre a puntare l'attenzione sui chakra, rivolgendola a quello superiore nella fattispecie, più o meno in corrispondenza di quanto nei neonati chiamiamo popolarmente la "fontana", elastica commessura tra le ossa del cranio.

Non dovrei pensare, ma lasciare che siano i colori a imporsi. Tuttavia ho parole e non altro per descriverli, dunque sarò di necessità alquanto vago.
Il rosso purpureo accompagna con magico sincretismo il brano in ascolto (Our Spanish Love Song di Charlie Haden, ho constatato in seguito). Il porpora poi s'impone, sorta di ciclamino delicato, già riconosciuto ponte d'amore nello scambio spirituale tra due anime sorelle.

Cos'altro possono essere le "anime" se non l'espressione più netta di quelle frequenze elettromagnetiche in grado di permeare, costituire anzi, tutto, il tutto, in tutto e per tutto?

Le anime sono nel mondo come i colori, l'anima del mondo è colorata ed è fatta di gioia, se la guardiamo.
L'arcobaleno è iridato grazie all'occhio di chi l'osserva.
L'anima del mondo, come l'arcobaleno, ha bisogno del nostro sguardo per rinfocolarsi e risplendere.

25.5.05

Perché il mondo cambi il senso di rotazione, basta cambiare emisfero. Ciò che era destra sarà sinistra, ciò che era sopra sarà sotto. Ci muoveremo come sempre, ma gli abituali riferimenti saranno ribaltati, in cielo come in terra.

22.5.05

Vivi le esperienze collettive come tali, non perdi nulla di te a fonderti per un po' nel magma dell'altrui essere. E se non vuoi mangiare, non sarai mangiato.

9.5.05

Cose da ricordare

Il mio valore è dentro di me, dipende da me e non da come si rispecchia negli altri, nemmeno quando quegli specchi sono incantevoli.

Il respiro è un atto individuale, se ben compiuto si inscrive nell'armonia di quello universale, nel ronzio di quando solo le stelle fanno compagnia.

Lo sguardo deve saper essere presente e assente. Non attaccarsi troppo alle minuzie, ma nemmeno dimenticare che nel qui e ora si vive, e ci sarà pure un motivo se è così. Essere chiaroveggente serve a poco se ti annebbia la vista sulla prossimità.

Le mani non devono mai cessare di rendersi utili, materialmente e immaterialmente. Il cervello umano è così grosso* soprattutto per gestirne i movimenti, dunque stare con le mani in mano causa un sovraccarico di tensioni. A meno di massaggiarsele.


* Vedi gli accenni al riguardo in Galapagos di Kurt Vonnegut (sono marginali, ma è comunque un bel libro, divertente e geniale).