22.9.05



Vi è mai capitato di fissare lo sguardo sugli stereogrammi, quegli strani disegni senza forme definite dai quali dovrebbe apparire una figura tridimensionale?

Per riuscire a vedere, occorre andare oltre la superficie, bisogna guardare in profondità, là dove apparentemente non c'è nulla di particolare. Più efficace farlo senza forzare, lasciandosi perdere, aspettando senza aspettative.

Il segreto è quello di cambiare il punto focale, portandolo "dietro" all'immagine. Per facilitarsi il compito, può essere utile dirigere la vista verso un riflesso sulla superficie dello stereogramma, meglio ancora se questo è coperto da un vetro. Una lampada accesa alle spalle dell'osservatore sarebbe l'ideale a tale scopo.

Dunque, riassumendo: per vedere oltre sono necessarie pazienza, rilassatezza, elasticità e illuminazione.

14.9.05

Capire quando agire e quando autoprescriversi l'inazione è tutt'altro che facile. Bisogna esserci e nello stesso tempo sapersi distaccare, essere in sé e fuori di sé a osservarsi per cogliere quel ch'è opportuno.

Che guaio invece essere fuori di sé per l'esplosione di un momento, a causa di un'arrabbiatura o un risentimento, inabile a comprendere in quanto recalcitrante ad accogliere segnali o messaggi.

Centrarsi per riportare a sé le magie, per riconoscersi sorgente, evitando di operare come mero riflesso di azioni altrui. Poi muovere. Un passo, anche solo un passo. Anche solo metaforico, simbolo di un divenire magari non eclatante, forse perfino sommesso.

Come la spiaggia è fatta di minuscoli granellini, così ogni percorso è scomposto in istanti e si compie a piccoli passi apparentemente insignificanti. Che ogni singolo gesto mi porti a te.

19.8.05

I canali aperti dall'Amore, per quante diverse forme assumano nel tempo, non si richiudono.

Energie e comunicazioni continueranno a trasmettersi.
Accogli e sorridi, emana e senti la pienezza.
Lascia fluire.

16.8.05

...seguitò a contemplare ogni luogo che incontravamo lungo il percorso, e io sapevo cosa pensava di ognuno di questi dai mutamenti del suo silenzio.
(Gabriel García Márquez, Vivere per raccontarla)

Capire davvero l'altrui silenzio, anzi gli altrui silenzi, saperli interpretare, è cosa rara e difficile, ma possibile laddove le condivisioni siano state tante e tanto intense da favorire la commistione dei sé.
Capire i silenzi è possibile se e solo se il silenzio fa seguito a vero dialogo, se e solo se la parola è già stata trasmessa e recepita, trovando una via da cuore a cuore.

13.8.05

Hai pianto, ti sei svuotata: che le lacrime siano un lavacro per l'anima, in questo battesimo del tuo cuore. E sarà tempo di sorrisi, e il vento dell'amore soffierà a distendere la pelle del tuo volto, vòlto a risplendere. Irradiando.

5.8.05

L'elastica morbidezza di certi contatti è un altro anello di congiunzione tra la realtà terrena e l'intangibile.
Peraltro, son ben contento della palpabilità esperibile.

29.7.05

Se riesci a esprimere la tua anima, il resto non conta più.

Dice così, più o meno, uno dei cartoncini disegnati da Hugh MacLeod di gapingvoid.

17.7.05

Volontà e cuore, mente e calore, determinazione e istinto, ragionamento e intuizione, disciplina e slancio, meditazione ed entusiasmo: gli ingredienti ci sono, si trovano, il difficile è miscelarli nelle giuste proporzioni.

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Sono un essere terreno, ma con una scintilla dentro.
Me lo dice il ronzio, che è abbandono e non stanchezza.
Praticare l'introspezione col sorriso può essere una chiave.

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Buonanotte, giunga dolce e lieve il sonno.

15.7.05

and in a mystery to be
(when time from time shall set us free)
forgetting me, remember me


Dimenticandomi, ricordami.
(innamoramento > spersonalizzazione > amore)

Sta lì il succo ultimo e definitivo di quei versi di E.E.Cummings.

Una condizione che può avverarsi solo a un livello assolutamente spirituale, in cui la categoria tempo abbia cessato di dettar legge.
Possiamo certamente accedervi, qua e là, anche dallo stato terreno, ma non sempre e non con tutti. Non senza rimpianti. Però possiamo certamente accedervi, qua e là o di tanto in tanto.

L'io che si scioglie nel tutto come un corpo nudo nuota in tiepide acque, senza temere il mare aperto.