13.9.03

Ho sempre avuto desideri e pulsioni più grandi di me.

11.9.03

Ci sono giorni in cui l'unica via d'uscita sembra essere il distacco. Perché il distacco non sia perdita di sé, ma un ritrovarsi, lo chiamiamo meditazione: sviluppare la capacità di ascoltare, di ascoltarsi, lasciando scorrere via tutto il brutto e riscoprendo l'essenzialità. Giungendo a capire cosa conta davvero e cosa è inutile oberante sovrastruttura. Illuminandosi nell'intuizione dello splendore che è in noi, sempre, anche nei momenti apparentemente più bui.

Il bello di tutto ciò è che non c'è bisogno di nulla, null'altro che noi stessi, per riunirci all'energia universale che ci pervade sotto l'armatura nella quale troppo spesso ci imprigioniamo. Non ci sarebbe bisogno nemmeno del sito che vado a (ri)segnalare, ma lo faccio perché siamo on-line e perché mi piace esteticamente questo Esperimento di cyber meditazione sui Chakra.

10.9.03

Alleluia, i commenti hanno ricominciato a funzionare!

9.9.03

La dea della notte di nome e di fatto.
Eppure uno dei momenti più semplici e dunque più belli è scolpito in un pomeriggio di splendore settembrino, con il sole a baciare noi due che mentre il mondo intero intorno a noi scompariva al nostro sentire, ci guardavamo brillare gli occhi e sognavamo il prossimo incontro di labbra. Seduti su un cordolo, in attesa che iniziasse il sound check del mio concerto.

7.9.03

Se nel buio che ti avvolge, una fiamma scorgerai
corri corri senza indugi, forse è il sole che tu vuoi
e se come un fiume in piena poi, il tempo ormai usato se ne va
ed un naufrago ti senti tu, da solo scruta il blu
quella fiamma sconosciuta è la tua zattera lo sai

C'è tutto un mondo intorno che gira ogni giorno
e che fermare non potrai,
e vive vive il mondo, tu non girargli intorno
ma entra dentro al mondo


Risenti queste parole da una voce meravigliosa e pensi che sono vere, che sono un bell'incoraggiamento, che bisogna sempre puntare a volare in alto come questo qui per scoprire il mondo... che è in te.
Intanto, però, la musica ti strugge, mungendo acqua salata a incresparti la voce e a deformare il sorriso che ti guarda malincomico dallo specchio.
Sai che ti accontenteresti di saper viaggiare nel tempo, che un po' lo sai già fare, ma senza controllo, un po' come quello strambo pellegrino di cui leggesti.
D'altra parte, sai che preferiresti viaggiare insieme a lei, ma nessuno ti ha detto a quale stazione ti sta aspettando.

5.9.03

I commenti continuano a non funzionare. Pare che il guasto non sarà riparato prima del 9 settembre.
So che mi leggete e sento le onde affettuose che di tanto in tanto mi raggiungono.
Non intendo forzare nessuno, ma ribadisco che se vi va di esprimervi o anche solo di battere un colpo, sono sempre a disposizione il forum e la posta elettronica.

4.9.03

La prima volta che dici ti amo a qualcuno non è roba da niente.
Parlo di quando lo dici sentendolo, quando dirlo non è legato a un semplice entusiasmo momentaneo o guidato dall'eccitazione circolatoria.
Lo dici perché è inevitabile, lo affermi perché è indiscutibile, perché i tuoi se e ma non reggono più alla spinta potente che ti percuote il sentire, che ti scuote anima e corpo.

Anche la prima volta che qualcuno ti dice ti amo è una bella scossa.
Parlo di quando lo dice sentendolo, guardandoti nel brillare degli occhi dai suoi che brillano a loro volta con sognante incredulità.
Lo dice perché è inevitabile, lo constata e te lo comunica perché sa che è vero, che tu sai che è vero, perché sente che tu lo senti e non riesce a negarselo malgrado una cocciutaggine planetaria.

E se i momenti in cui glielo dici e te lo dice coincidono la magia si moltiplica, stupenda, di quello stupore che ti fa capire quanto sia bello, quanto è bello infrangere pudori sentimentali.

Anche il sentire, talvolta, preferibilmente, ha bisogno del dire.

3.9.03

Ripensandoci, il ricordo della felicità lo riesco a gustare, lo riesco a gestire.
Quello che invece blocca il sentire nella fase della malinconia è il senso di incompiutezza, di chi sa che qualcosa non è stato vissuto fino in fondo come avrebbe dovuto essere e non è stato sviluppato fino in cima come avrebbe potuto essere.
Un senso che viene alimentato a tradimento dalle associazioni di idee, dalla sensorialità in tutte le sue forme, anche quando non intenderei affatto affondarmici. Ma gli spunti nascono davvero in modo improbabile e imprevedibile: da un suono, da un odore, da un'immagine, una parola, un ricordo tattile. Da un'espressione vista e riconosciuta, da un gesto, da un movimento del corpo intero di una diva del cinema alla quale associo una tua espressione come non avrei mai immaginato.
E quegli spunti mi dicono che ho seppellito dinamite in giardino ricoprendo con un poco di sabbia le mie ferite aperte.

2.9.03

Ci sono persone che ti entrano dentro e non puoi fare molto per farle uscire.
(Taurie, Magicamente)
Come hai ragione Taurie...

Un'amica che ho rivisto dopo tanto tempo mi ha poi scritto chiedendomi come mai ogni tanto ho gli occhi proprio tristi.

Rien n'empêche le bonheur comme le souvenir du bonheur.
(André Gide, L'immoraliste)
Come ha ragione Gide...

Niente impedisce la felicità quanto il ricordo della felicità.