25.5.05

Perché il mondo cambi il senso di rotazione, basta cambiare emisfero. Ciò che era destra sarà sinistra, ciò che era sopra sarà sotto. Ci muoveremo come sempre, ma gli abituali riferimenti saranno ribaltati, in cielo come in terra.

22.5.05

Vivi le esperienze collettive come tali, non perdi nulla di te a fonderti per un po' nel magma dell'altrui essere. E se non vuoi mangiare, non sarai mangiato.

9.5.05

Cose da ricordare

Il mio valore è dentro di me, dipende da me e non da come si rispecchia negli altri, nemmeno quando quegli specchi sono incantevoli.

Il respiro è un atto individuale, se ben compiuto si inscrive nell'armonia di quello universale, nel ronzio di quando solo le stelle fanno compagnia.

Lo sguardo deve saper essere presente e assente. Non attaccarsi troppo alle minuzie, ma nemmeno dimenticare che nel qui e ora si vive, e ci sarà pure un motivo se è così. Essere chiaroveggente serve a poco se ti annebbia la vista sulla prossimità.

Le mani non devono mai cessare di rendersi utili, materialmente e immaterialmente. Il cervello umano è così grosso* soprattutto per gestirne i movimenti, dunque stare con le mani in mano causa un sovraccarico di tensioni. A meno di massaggiarsele.


* Vedi gli accenni al riguardo in Galapagos di Kurt Vonnegut (sono marginali, ma è comunque un bel libro, divertente e geniale).

20.4.05

Dialoghi dal tunnel blu



L'amore dei tuoi sogni

Ti ho sognato, eri vestito con una tunica bianca e muto. Stavi insieme a un altro gruppo di persone. Mi piacevi, ma non potevamo parlarci.
Non osavo, non osavo pensare di poterti... ehm, avvicinare. Mi ero reso conto di starti simpatico, ma non immaginavo saremmo arrivati a questo livello di prossimità. Di comunione, anzi.
Sapevo che ti avrei aperto il mio cuore. Lo sapevo da come mi avevi guardata il giorno che ci siamo incontrati. Perché mi hai guardata sul serio.
Tu... Mi incanti, mi sento trasportare via da me.
È perché ti voglio qui con me, ora.
E allora ti percorro, a labbra dischiuse, goloso di magia. Sogni di luce cullata, per te, in te, con te.



Anime gemelle

Qui. Dove, se no? Dove posso averti incontrata? Impossibile sia la prima volta che ci vediamo, questa. Impossibile, altrimenti come lo spieghi questo conoscersi così tanto e a fondo, sapere tutto quel che l'uno e l'altra si preferisce, sapere dell'una e dell'altro ciò che nemmeno intimamente si sospettava.
Sembra tutto incredibile, ciò che sgorga da sé.
Chiedo "dove" e dovrei dire "quando". Il tempo però è una dimensione, dunque anch'esso spazio, estensione di ciò che conosciamo e occupiamo. Estensione del "qui e ora", che è porta, che si fa varco. Per l'Altrove.
Il "qui / e non qui" il dove senza dove...
Attraverso le distese immani. Da lontano non è facile dirti non sei sola, però è la verità in questo momento, in cui mi sembra di sentirti pulsare morbida e viva, i passi tuoi percepibili anche a distanza, e sono danza.
Vortice sufi, tempo senza tempo...
Come quando / i baci lenti / con la loro magia / ne arrestano momentaneamente il fluire.



So chi sei

Sei un angelo?
Tu sei un angelo!
Sei davvero il mio angelo.
In carne ed ossa, però.
Come si fa a riconoscere un angelo?
L'angelo biancovestito non è asessuato come si crede: è bisessuale, fatto per amare ed essere amato.
E dove lo si incontra?
Viene da un altrove terreno, da un sentiero fatto di pietre aguzze e affrontato con la volontà di camminare a piedi nudi attraversando il dolore che stermina dentro. Che annienterebbe, se non sorgesse il sorriso dal cuore e dai sensi a richiamare su di sé il cappello del mago dalla luce fluente.
Fino allo splendore di certi orgasmi.
Sì, quando l'anima si tuffa, a far risorgere l'essere e le proprie carni in un piacere completo e raddoppiato, in uno specchio imporporato d'amore.



Akasha

Il flusso tra le nostre anime passa attraverso i pixel per raggiungere ogni cellula e di qui fluidi e tessuti. Quando cantano quei sottili uragani arrivo sempre a un punto in cui mi sento sfuggire, letteralmente.
Arrivi direttamente qui in stupenda interezza. Mi liquefo, mi ricompongo ma è tutto uno sballo, evaporo, ritorno in me ma mi sopraffà l'etere, e ti mando le vibrazioni circolatorie che m'investono ovunque ripensandoti.
Sei un orgasmo cosmico vivente, unguento battesimale di ennesima rinascita.
E tu / memoria di luce / archiviata / nell'universo.
Uno spessore leggero vola a intrecciare unioni magiche imprevedibili.
Connessione con il sé universale.



Noi (a due voci)

Siamo in due a emanare, in due a captare. È cominciato con uno sguardo e un sorriso, si è riproposto con un sogno raccontato, ora è quel che è nel momento in cui ci si mette in ascolto reciproco. Tempesta solare, telepatia, l'aria si fa messaggera. Abbraccio che abbraccia irradiandoci, corrispondenza d'amorosi sensi. Onde energetiche, amplificazione e risonanza.
L'altrove è in me, è in te. È in noi, siamo noi. Un mosaico di madreperla.

16.4.05

luce nella carne sei tu per me
altri luoghi, altre stanze dentro e fuori di noi

voglio credere al tutto che ci lega
spessore trasparente d'energia invisibile
di ronzio profondo
sguardi, rossori, sorrisi incrociati, vita che risboccia

seguimi, disse, e vedrai
così entrai nell'occhio del ciclone,
il posto più calmo del mondo
respirami, supplicò l'aria,
e sentii entrare in me l'anima del mondo.

10.4.05

La comprensione passa necessariamente attraverso l'ascolto.
Per capire l'altro, ma anche per intuire chi siamo veramente.
Senza la volontà e la capacità di mettersi a sentire, poco potrà succedere.

1.4.05

Karma: non debiti da pagare, ma percorso per imparare.

23.3.05

Quando la vita balbetta, la tranquillità diviene tran-tran e gli anni si sedimentano senza costrutto, sovrapponendosi in strati melmosi nei quali l'anima si sente ameba e attende sbuffando la prossima reincarnazione.

In tali circostanze, non a caso, capita spesso che uno scossone giunga a traumatizzare la persona da troppo tempo in fase stagnante. Una scossa scioccante scuote la scocca senziente servendosi di strumenti sconvolgenti: grave malattia, perdita affettiva, incidente, disastro... un'intera scala di eventi sismici personalizzati, atti a risvegliare l'essere dormiente.

Perché tanta violenza? Perché al risveglio dev'essere designato una sorta di sergente cosmico berciante e incazzato?
La risposta, forse, è in un'altra domanda: perché anziché aspettare i dolori non riusciamo a curarci preventivamente? Sembra un interrogativo da dentista, ma vale per lo spirito ancor più che per il corpo.

A farci caso, la realtà che ci accompagna è costantemente fonte di messaggi. Occorre però ascoltarli. Occorre ascoltarci. Occorre illuminare il nostro sguardo sul mondo.

Quando il vivere riesce a sfrondarsi dalle sovrastrutture e a cogliere con i sette sensi* l'essenziale, allora diviene possibile imparare a muovere piccoli passi su un terreno relativamente stabile, anziché essere costretti a spiccare balzi su spuntoni franosi.

E magari si riuscirà a imparare mentre si gioisce, a crescere sorridendo, a evolvere amando ed essendo amati.


* gusto, olfatto, tatto, udito, vista, anima e amore.

5.3.05

Ogni cosa ogni evento ogni incontro ogni cimento ogni ostacolo ogni momento... sono buoni per un nuovo inizio.