9.6.04

Cammino, sì, cammino fino alla sotterranea. Meglio muovermi un po' piuttosto che dover stare fermo su un tram quando farei tutt'altro. Cammino contento, la malinconia sfuma in un sospiro pastello, la consapevolezza impone le sue ragioni, per quanto il cuore le sfugga.

Camminare, fare, essere. Camminare: con lo sguardo aperto e la tranquillità di chi si sente protetto, guidato a imparare da ogni piccola circostanza. Fare: progettualità leggera, eterea e flessibile, disponibilità a progredire e ad applicare i progressi. Essere: ogni momento va vissuto, non esiste una vita ad interim, non esistono momenti trascurabili (so che è vero, ma quest'ultima non è facile da metabolizzare).

"Sarà lei a condurti dove devi andare." Così mi scrissero, così sentivo e ricordavo. Per questo in fondo esitavo a ricominciare seriamente a frequentare le persone e i luoghi dove ho imparato la potenzialità di fare procedure.
Qualcosa mi diceva che prima dovevo venire da te e difatti, quando mesi e mesi fa cercai di prendere un appuntamento senza rispettare questa precedenza, furono le circostanze a impedirne la realizzazione.

"Sarà lei a condurti dove devi andare." Vedremo cosa significa in termini di evoluzione personale. Certe cose devono sedimentare prima che se ne possa scrivere.
Ad ogni modo, sì, da te mi farei condurre ovunque. Ovunque, purché ci sia acqua potabile (so che è una limitazione, ma ognuno ha i suoi vizi).

L'olfatto sorride ai ricordi, le mani convogliano i doni.
Il resto è sublimato, acc... però è ugualmente sublime.
Merci beaucoup, ma petite.

1.6.04

È tempo che ci si decida: ti chiamerò perché tu mi conduca nel vortice di luce (andata e ritorno, grazie).
Ci sono tappe o nodi da attraversare, punti in cui sembrano coincidere arrivo e ripartenza, approdi che diventano trampolini di (ri)lancio.
Lo slancio sarà quasi certamente nel moltiplicare le tessiture dei fili purpurei mai spezzati anche con altre persone (re)incontrate in essenza.
Ecco, questo probabilmente è o sarà "bene per me", e pazienza se ogni altro disegno è stato tracciato su fogli da cestinare.

P.S.: senza voler peccare di presunzione, so di non essere un succhiaruote e che ogni procedura sarà uno scambio reciprocamente benefico. Un po' come far l'amore, ma senza vincoli pregiudiziali.

30.5.04

Tante scintille, belle come fuochi d'artificio.
Tante scintille, allegre come il sole d'un sorriso.
Tante scintille, ma nessun faro.

27.5.04

Rispondendo a una sollecitazione sulla realizzazione dei desideri, Layla nei commenti di qualche giorno fa scriveva:

...da un lato credo che molte cose siano già insite in noi e nella nostra conoscenza interiore per cui sappiamo (senza saperlo) ciò che succederà o cosa sarebbe meglio succedesse per cui lo desideriamo. E poi succede.
Dall'altro invece credo che più che quello che noi desideriamo succederà ciò che è più giusto per noi anche se noi non lo desideriamo molto. Ma succederà, a meno che noi si faccia tanta "violenza" e ci si opponga affinchè non succeda. Ma forse così facendo peggioriamo le cose in quanto staremo solo rimandando qualcosa che a volte è inevitabile.
Spesso poi succede che l'avremo talmente procrastinato da vederlo succedere in un'altra vita successiva e allora lì, non ricordando quella precedente, perdiamo il filo... e così iniziano tutti i "perché", "perché a me", "ma non è giusto"... che pullulano nelle nostre vite.


Questa visione karmica dell'esistenza non fa a pugni con la logica (vedi anche come Gabriele Bertani su Asgard News ne illustra il meccanismo a proposito del perdono) e mi pare anche utile per ridurre frustrazioni aumentando la capacità di comprendere e dunque di superare serenamente gli ostacoli.
Certo, come tutti gli insegnamenti sottili, non è di facile e immediata applicazione, ma se è vero che "siamo qui per imparare" non c'è motivo per scoraggiarsi.
Nel frattempo, un respiro profondo, un fluire interiore e uno sguardo sorridente possono fare molto.

Riferimenti precedenti su vocenarrante:
- Giri di pista (21.8.02)
- Caso e ostacoli (3.10.03)
- Tempi di apprendimento (24.3.04)

21.5.04

Una persona che sa essere frizzante e saggia al tempo stesso recentemente mi ha scritto:

...ho sempre pensato che i momenti felici fossero perle, perfette e complete in sé stesse, e quando ti capitano tra le mani le prendi e le infili su una collana.
Alcune sono piccole, altre grandi e lucenti, ma sono tutte preziose. E ognuna è perfetta di per sè, è intera, è una sfera, non ha nè prima né dopo, è quello che è per come è e nessuno potrà mai cambiare. Se si riescono a mettere in fila tante perle bellissime così, e si riesce, lo so, allora vale la pena. Di tutto.


Sono parole belle e potenzialmente importanti: le riporto qui perché sento che per ciascuno potranno assumere una qualche valenza utile (per me si tratta di un ennesimo tassello alla cura che porta a riequilibrare il rapporto col passato, specialmente quello indimenticabile).

14.5.04

C'è un personaggio della blogsfera che chiude(va) le sue missive con questa citazione:

"Guardati da ciò che desideri perché finirai con l'ottenerlo"
(Ralph Waldo Emerson)


Sarà vero? Di certo sono molte le cose che fluttuano e mentre si nuota non sempre le si nota. E anche trovandosele a portata di vista, come capire quali valgono la bracciata in più (o in meno)? Non parliamo poi di quando compaiono più luminescenze contemporaneamente nello stesso raggio d'azione: forse quello è il momento di non voler più afferrare, il momento di stendersi a guardare, come dinanzi al cielo stellato.

12.5.04

"...pian piano, lascia fare"... invece il plum del cuore che tumulta invoca l'ora pristina
im-paziente cordiale vuole il subito che gli si confà

E dai, meglio attendere l'onda della marea universalis

no, tu comincia a nuotare, anche in mezzo ai flutti e agli spruzzi
Nuotare è già, bracciata dopo bracciata, il movimento che porta a essere.

5.5.04

L'interrogativo sulla possibilità di mandare del bene a distanza ha ricevuto qualche risposta nei commenti (grazie), ma riporto quella pervenutami via e-mail da Federica e la mia replica:

F.: No, guarda, vocenarrante, io non credo proprio che si possa inviare il bene a distanza, non credo nemmeno ci sia bisogno di crederci.
Piuttosto credo nell'enorme potenzialità della nostra suggestione (ti sembrerà freddamente riduzionista, in realtà è enormemente più consolatorio di qualunque religione rivelata...)
Perciò, se so che tu mi pensi, (forse) starò meglio per il solo fatto di saperlo.


v.: Se hai letto l'episodio precedente però resta inspiegabile il perché io quella sera sentissi di "agire" sulla spina dorsale anziché sui polmoni che sapevo malati e il fatto che in seguito mi abbiano comunicato il dolore passato alla schiena (di cui non avevamo mai parlato prima).

Quando le "coincidenze" si ripetono, qualche dubbio sorge a infrangere il razionalismo. O meglio, a infrangere la visione ristretta secondo cui operiamo esclusivamente in modo meccanico e non, per esempio, elettromagnetico.

Non mi attira l'idea di scardinare la ragionevolezza e poi per me è rassicurante riuscire a non negare le convinzioni delle convenzioni scientifiche. Però non voglio nemmeno rimanere ancorato a una visione positivista quando la stessa scienza ha compiuto balzi (quantici) e torsioni (spazio-temporali) ben più difficili da razionalizzare rispetto al tutto sommato semplice reiki.

28.4.04

Credete alla possibilità di mandare del bene a distanza?

Ne ho già parlato, ma probabilmente ho qualcos'altro da raccontare. Prima di farlo, mi piacerebbe sentire le vostre esperienze o impressioni sulla questione.