Dialoghi dal tunnel blu
L'amore dei tuoi sogni
Ti ho sognato, eri vestito con una tunica bianca e muto. Stavi insieme a un altro gruppo di persone. Mi piacevi, ma non potevamo parlarci.
Non osavo, non osavo pensare di poterti... ehm, avvicinare. Mi ero reso conto di starti simpatico, ma non immaginavo saremmo arrivati a questo livello di prossimità. Di comunione, anzi.
Sapevo che ti avrei aperto il mio cuore. Lo sapevo da come mi avevi guardata il giorno che ci siamo incontrati. Perché mi hai guardata sul serio.
Tu... Mi incanti, mi sento trasportare via da me.
È perché ti voglio qui con me, ora.
E allora ti percorro, a labbra dischiuse, goloso di magia. Sogni di luce cullata, per te, in te, con te.
Anime gemelle
Qui. Dove, se no? Dove posso averti incontrata? Impossibile sia la prima volta che ci vediamo, questa. Impossibile, altrimenti come lo spieghi questo conoscersi così tanto e a fondo, sapere tutto quel che l'uno e l'altra si preferisce, sapere dell'una e dell'altro ciò che nemmeno intimamente si sospettava.
Sembra tutto incredibile, ciò che sgorga da sé.
Chiedo "dove" e dovrei dire "quando". Il tempo però è una dimensione, dunque anch'esso spazio, estensione di ciò che conosciamo e occupiamo. Estensione del "qui e ora", che è porta, che si fa varco. Per l'Altrove.
Il "qui / e non qui" il dove senza dove...
Attraverso le distese immani. Da lontano non è facile dirti non sei sola, però è la verità in questo momento, in cui mi sembra di sentirti pulsare morbida e viva, i passi tuoi percepibili anche a distanza, e sono danza.
Vortice sufi, tempo senza tempo...
Come quando / i baci lenti / con la loro magia / ne arrestano momentaneamente il fluire.
So chi sei
Sei un angelo?
Tu sei un angelo!
Sei davvero il mio angelo.
In carne ed ossa, però.
Come si fa a riconoscere un angelo?
L'angelo biancovestito non è asessuato come si crede: è bisessuale, fatto per amare ed essere amato.
E dove lo si incontra?
Viene da un altrove terreno, da un sentiero fatto di pietre aguzze e affrontato con la volontà di camminare a piedi nudi attraversando il dolore che stermina dentro. Che annienterebbe, se non sorgesse il sorriso dal cuore e dai sensi a richiamare su di sé il cappello del mago dalla luce fluente.
Fino allo splendore di certi orgasmi.
Sì, quando l'anima si tuffa, a far risorgere l'essere e le proprie carni in un piacere completo e raddoppiato, in uno specchio imporporato d'amore.
Akasha
Il flusso tra le nostre anime passa attraverso i pixel per raggiungere ogni cellula e di qui fluidi e tessuti. Quando cantano quei sottili uragani arrivo sempre a un punto in cui mi sento sfuggire, letteralmente.
Arrivi direttamente qui in stupenda interezza. Mi liquefo, mi ricompongo ma è tutto uno sballo, evaporo, ritorno in me ma mi sopraffà l'etere, e ti mando le vibrazioni circolatorie che m'investono ovunque ripensandoti.
Sei un orgasmo cosmico vivente, unguento battesimale di ennesima rinascita.
E tu / memoria di luce / archiviata / nell'universo.
Uno spessore leggero vola a intrecciare unioni magiche imprevedibili.
Connessione con il sé universale.
Noi (a due voci)
Siamo in due a emanare, in due a captare. È cominciato con uno sguardo e un sorriso, si è riproposto con un sogno raccontato, ora è quel che è nel momento in cui ci si mette in ascolto reciproco. Tempesta solare, telepatia, l'aria si fa messaggera. Abbraccio che abbraccia irradiandoci, corrispondenza d'amorosi sensi. Onde energetiche, amplificazione e risonanza.
L'altrove è in me, è in te. È in noi, siamo noi. Un mosaico di madreperla.
16.4.05
luce nella carne sei tu per me
altri luoghi, altre stanze dentro e fuori di noi
voglio credere al tutto che ci lega
spessore trasparente d'energia invisibile
di ronzio profondo
sguardi, rossori, sorrisi incrociati, vita che risboccia
seguimi, disse, e vedrai
così entrai nell'occhio del ciclone,
il posto più calmo del mondo
respirami, supplicò l'aria,
e sentii entrare in me l'anima del mondo.
altri luoghi, altre stanze dentro e fuori di noi
voglio credere al tutto che ci lega
spessore trasparente d'energia invisibile
di ronzio profondo
sguardi, rossori, sorrisi incrociati, vita che risboccia
seguimi, disse, e vedrai
così entrai nell'occhio del ciclone,
il posto più calmo del mondo
respirami, supplicò l'aria,
e sentii entrare in me l'anima del mondo.
10.4.05
1.4.05
23.3.05
Quando la vita balbetta, la tranquillità diviene tran-tran e gli anni si sedimentano senza costrutto, sovrapponendosi in strati melmosi nei quali l'anima si sente ameba e attende sbuffando la prossima reincarnazione.
In tali circostanze, non a caso, capita spesso che uno scossone giunga a traumatizzare la persona da troppo tempo in fase stagnante. Una scossa scioccante scuote la scocca senziente servendosi di strumenti sconvolgenti: grave malattia, perdita affettiva, incidente, disastro... un'intera scala di eventi sismici personalizzati, atti a risvegliare l'essere dormiente.
Perché tanta violenza? Perché al risveglio dev'essere designato una sorta di sergente cosmico berciante e incazzato?
La risposta, forse, è in un'altra domanda: perché anziché aspettare i dolori non riusciamo a curarci preventivamente? Sembra un interrogativo da dentista, ma vale per lo spirito ancor più che per il corpo.
A farci caso, la realtà che ci accompagna è costantemente fonte di messaggi. Occorre però ascoltarli. Occorre ascoltarci. Occorre illuminare il nostro sguardo sul mondo.
Quando il vivere riesce a sfrondarsi dalle sovrastrutture e a cogliere con i sette sensi* l'essenziale, allora diviene possibile imparare a muovere piccoli passi su un terreno relativamente stabile, anziché essere costretti a spiccare balzi su spuntoni franosi.
E magari si riuscirà a imparare mentre si gioisce, a crescere sorridendo, a evolvere amando ed essendo amati.
* gusto, olfatto, tatto, udito, vista, anima e amore.
In tali circostanze, non a caso, capita spesso che uno scossone giunga a traumatizzare la persona da troppo tempo in fase stagnante. Una scossa scioccante scuote la scocca senziente servendosi di strumenti sconvolgenti: grave malattia, perdita affettiva, incidente, disastro... un'intera scala di eventi sismici personalizzati, atti a risvegliare l'essere dormiente.
Perché tanta violenza? Perché al risveglio dev'essere designato una sorta di sergente cosmico berciante e incazzato?
La risposta, forse, è in un'altra domanda: perché anziché aspettare i dolori non riusciamo a curarci preventivamente? Sembra un interrogativo da dentista, ma vale per lo spirito ancor più che per il corpo.
A farci caso, la realtà che ci accompagna è costantemente fonte di messaggi. Occorre però ascoltarli. Occorre ascoltarci. Occorre illuminare il nostro sguardo sul mondo.
Quando il vivere riesce a sfrondarsi dalle sovrastrutture e a cogliere con i sette sensi* l'essenziale, allora diviene possibile imparare a muovere piccoli passi su un terreno relativamente stabile, anziché essere costretti a spiccare balzi su spuntoni franosi.
E magari si riuscirà a imparare mentre si gioisce, a crescere sorridendo, a evolvere amando ed essendo amati.
* gusto, olfatto, tatto, udito, vista, anima e amore.
5.3.05
16.2.05
Sarà anche vero che per imparare una cosa qualcuno te la deve insegnare, che per apprendere un concetto qualcuno te lo deve comunicare, ma se non si è pronti ad accogliere quell'insegnamento, a recepire quella comunicazione, il passo in avanti non si compirà.
Un esempio personale riguarda una teoria che mi fu riferita anni fa (ricordo anche la circostanza precisa) sul fatto che noi abbiamo una specie di "antenne" e se impariamo a drizzarle riusciremo a "sintonizzarci" su determinate frequenze, atte per esempio a farci incontrare chi saprà esserci d'aiuto nel nostro personale cammino evolutivo.
Accolsi la teoria con una robusta dose di scetticismo nei confronti dell'autore che la sosteneva, e solo col tempo, piano piano, i dubbi si diradarono, permettendomi di accettare quella che adesso mi pare una constatazione acquisita (e legata in un certo qual modo alle ipotesi vibrazionali o elettromagnetiche, comunque si voglia considerare il nostro essere anche o soprattutto vortici di luce).
Una curiosità: pochi giorni or sono mi è venuto un piccolo flash e per verificare ho scritto a chi mi aveva illuminato (Lay), chiedendole se per caso l'autore in questione fosse costui.
Risposta affermativa, e mio conseguente compiacimento di fronte alla coincidenza di ritrovarmelo in questo periodo menzionato dalle visualizzazioni di Occhi-di-luce nonché, inopinatamente, in pagine consultate in rete mentre cercavo altro.
Un esempio personale riguarda una teoria che mi fu riferita anni fa (ricordo anche la circostanza precisa) sul fatto che noi abbiamo una specie di "antenne" e se impariamo a drizzarle riusciremo a "sintonizzarci" su determinate frequenze, atte per esempio a farci incontrare chi saprà esserci d'aiuto nel nostro personale cammino evolutivo.
Accolsi la teoria con una robusta dose di scetticismo nei confronti dell'autore che la sosteneva, e solo col tempo, piano piano, i dubbi si diradarono, permettendomi di accettare quella che adesso mi pare una constatazione acquisita (e legata in un certo qual modo alle ipotesi vibrazionali o elettromagnetiche, comunque si voglia considerare il nostro essere anche o soprattutto vortici di luce).
Una curiosità: pochi giorni or sono mi è venuto un piccolo flash e per verificare ho scritto a chi mi aveva illuminato (Lay), chiedendole se per caso l'autore in questione fosse costui.
Risposta affermativa, e mio conseguente compiacimento di fronte alla coincidenza di ritrovarmelo in questo periodo menzionato dalle visualizzazioni di Occhi-di-luce nonché, inopinatamente, in pagine consultate in rete mentre cercavo altro.
9.2.05
1.2.05
Cercare di capire perché accadono le cose è facile se queste riguardano gli altri, lo è meno quando l'intoppo ci colpisce.
Quanto ci compete però riguarda innanzitutto noi stessi: non possiamo pretendere di voler bene al prossimo prima di volerne a noi stessi, non possiamo sperare di aiutare gli altri senza essere in grado di evolvere personalmente.
Per questo è opportuno non smettere di considerare ogni evento un segnale, ciascun segnale un messaggio, le serie di messaggi una conferma e un aiuto costante.
Donde questo provenga non so e non intendo dimostrarlo, né lo potrei, ma la nostra realtà vibrazionale è un dato di fatto, sebbene non siamo in grado di coglierla che per intuizioni sfuggenti e veloci (un po' come nella fisica quantistica gli elettroni).
Siamo vortici di luce, o se vogliamo metterla diversamente, siamo fatti anche di onde elettromagnetiche.
Quanto ci compete però riguarda innanzitutto noi stessi: non possiamo pretendere di voler bene al prossimo prima di volerne a noi stessi, non possiamo sperare di aiutare gli altri senza essere in grado di evolvere personalmente.
Per questo è opportuno non smettere di considerare ogni evento un segnale, ciascun segnale un messaggio, le serie di messaggi una conferma e un aiuto costante.
Donde questo provenga non so e non intendo dimostrarlo, né lo potrei, ma la nostra realtà vibrazionale è un dato di fatto, sebbene non siamo in grado di coglierla che per intuizioni sfuggenti e veloci (un po' come nella fisica quantistica gli elettroni).
Siamo vortici di luce, o se vogliamo metterla diversamente, siamo fatti anche di onde elettromagnetiche.
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