16.4.06

Ricordo quelle sgorgate da un Om collettivo ad aprile 2002 nel dojo di Valeria in Umbria (io che manco sapevo cosa fosse, un dojo). Talmente copiose da servire a lavarmi la faccia, in una sorta di autobattesimo di rinascita e apertura totale.

Già prima d'allora mi avevano insegnato di come siano, le lacrime, segno di un ulteriore canale che si rende pervio.

Oggi diluiscono la cromia dell'iride nel colore del vento, mentre si rivelano utili come dopobarba. Poi si riparte: ad ascoltare, a parlare, a guardare, a sorridere. A vivere.

14.4.06

L'Amore è fatto anche di Passione, in tutti i sensi.
Appassionarsi, patire, forse morire.
Purché poi ci si ricordi di risorgere.

Ogni passaggio vero è doloroso: a partire dalla nascita, ci sono sempre lacrime e una strettoia da oltrepassare per respirare il nuovo vivere.

13.4.06

Com'è possibile sia tu il mio amore se delle ultime 100 ore ne ho passata una sola felice, e non grazie a te?

12.4.06

Vero che ciascun qui e ora ha un permanere eterno, ma è difficile aggrapparsi a quel che mani e labbra non trovano a contatto.

11.4.06

Lo stesso sole, lo stesso vento, lo stesso cielo non sono gli stessi quando li cogli con lo sguardo diverso.
Allora può servire chiudere gli occhi e usare la pelle per sentire quel che si può, come si può.

6.4.06

L'istante che ferma il tempo nell'eterno è meraviglia nell'essere e supplizio nel ricordo remoto, a meno di raggiungere l'unità e la centratura di sé.

5.4.06

Parleremo di questo momento ma ora è tempo di viaggiare
dalle parole agli itinerari in cui senti il fiato del vento.

4.4.06

Le stagioni vanno e vengono, ma quella del cambiamento rimarrà.

3.4.06

La radice del sorriso trovala coltivala innaffiala ogni giorno di più.