15.5.07

L'energia buona che si crea altrove ci sarà anche, ma per me la rinuncia è ancora un sacrificio troppo pesante, che subisco e avverso.

Comunque, tutto passerà. Intanto, per aiutarmi, mi appunto questa*:

come si esce dalle sabbie mobili.
senza muoversi.
lenti.
respirando piano.


(* grazie, toccasana)

7.5.07

7 maggio

Quando essere è un esserci davvero, le parole diventano un semplice rumore di sottofondo al nostro sorriso interiore, che attraversa le onde avvolgendoci in un solo modo, quello dell'amore essenziale. Lo stesso che piano piano ti fece riscoprire ciò che credevi retaggio infantile: l'anima.

Sempre con tanto bene e sorridente gratitudine.

5.5.07

Oggi riascolto Bizet, non solo con le orecchie.
Musica toccante, capace di accendere un fuoco sacro.
A chi ne sente il richiamo, la scelta di rispondervi o meno.

22.4.07

Respira

Sarà una banalità, ma è questo il consiglio più utile che mi sia stato dato di recente. Il fatto che sia stata un'amica cara a fornirmelo è particolare non trascurabile, ma il consiglio è valido di per sé e vale per tutti.
Quando ti lasci angustiare da considerazioni irragionevoli, da richiami e illusioni non sostenuti dalla realtà dei fatti, quando permetti che la tristezza ti tolga l'ossigeno come una cappa di plastica o che lo sguardo interiore si veli dello smog prodotto dall'amarezza e dal rimpianto, ricordati sempre di far caso al tuo diaframma, a come sia contratto e t'impedisca una corretta respirazione.
Una volta raggiunta questa elementare consapevolezza, respira. Respira profondamente, abbassando lo stomaco e dilatando i polmoni, ma con grazia e dolcezza, senza forzare. Respira l'aria e le vibrazioni che contiene, respira l'odore dell'amore che a saperlo captare è sempre in giro e ricorda che ti appartiene, indipendentemente da quel che è stato deciso da altri.
Respira e sul filo di quel respiro ti ritroverai, al presente e al futuro.

15.4.07

Dire no all'Amore è sempre una pratica miope.

6.4.07

Mattino: gli occhi si aprono solitari ma sereni su un nuovo soffitto. Fatto un passo se ne muove un altro e mentre si preparano i successivi il cammino è già intrapreso: magari impegnativo, ma sempre meno arduo di quanto sembrasse prima d'iniziare. Me ne sto accorgendo e son lieto di constatare che l'armonia (almeno per ora, lo dico con le dita incrociate) pare preservabile. Come un tempo mi suggerirono, nessuno può compiere i passi al posto di qualcun altro (questo, invece, lo dico con un dito di malinconia a lambire il fondo di ogni palpito, ancora). Ad ogni modo, il sentiero è bello e gli aiuti non mancano. Grazie, buona stella.

23.3.07

40

21.3.07

Primavera è riapertura, magico incanto. La magia però non è quella della trasformazione istantanea stile bacchetta scintillante o genio della lampada, perché il divenire è importante per l'essere e i salti quantici devono ricondursi al nucleo per non frammentare l'unità personale anzitempo.

Gli effetti del cambiamento dunque sono graduali, eppure c'è un clic infinitesimo che divide il prima dal dopo, permettendo di discernere bozzolo da farfalla, gemma da bocciolo e bocciolo da fiore. Un momento in cui la luce fa sapere d'esser mutata, in cui la gradazione di tonalità si è fatta altro colore. Come quando una crosticina si stacca e sotto c'è la pelle delicata ma intera e non più la carne viva che patisce i contatti.

Il moto per cui il soffio percettivo e sensoriale si rimescola avviene di nascosto, ma poi si rende palese quando t'accorgi che stai deponendo le lame a doppio taglio del rancore. A riprova, il nuovo sapore del ruscello che ti lava il viso, con amore longinquo e sguardo d'abbandono.
A quel che sarà.

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Incanto, in-canto, rapimento e note...

Come colonna sonora, stamane gradirei musica e parole da una canzone di Joni Mitchell, All I Want, bella anche nella versione proposta da Chris Phillips.

[nei commenti qui sotto, la traduzione in italiano]

15.3.07

Il sole bacia la pelle, il vento spazza il cielo, il guado è individuato, il momento favorevole, l'armonia preservata (nei limiti del possibile), è tempo di.

La sensazione è quella di essere aiutato: ho bisogno di qualcosa e quel qualcosa arriva quando meno me l'aspetto, in forme sue ovviamente. Potrebbero essere semplici coincidenze, ma se tre indizi fanno una prova, allora i piccoli o grandi regali che piovono accompagnandomi nel cammino sono già convincenti e soprattutto incoraggianti. Così, oltre che strumento essenziale per la risoluzione di problemi pratici, risultano un aiuto anche psicologico e interiore, un lenitivo per le ferite ancora aperte e dolenti.

Grazie per il dono di un sorriso capace di sopravvivere alla devastazione. Grazie per la speranza che supera la disperazione. Grazie per questo semplice ventaglio che aprendosi mostra una raggiera ricca d'incastonature preziose e indimenticabili, ma anche tanta pergamena ancora da istoriare.