Quando la vita balbetta, la tranquillità diviene tran-tran e gli anni si sedimentano senza costrutto, sovrapponendosi in strati melmosi nei quali l'anima si sente ameba e attende sbuffando la prossima reincarnazione.
In tali circostanze, non a caso, capita spesso che uno scossone giunga a traumatizzare la persona da troppo tempo in fase stagnante. Una scossa scioccante scuote la scocca senziente servendosi di strumenti sconvolgenti: grave malattia, perdita affettiva, incidente, disastro... un'intera scala di eventi sismici personalizzati, atti a risvegliare l'essere dormiente.
Perché tanta violenza? Perché al risveglio dev'essere designato una sorta di sergente cosmico berciante e incazzato?
La risposta, forse, è in un'altra domanda: perché anziché aspettare i dolori non riusciamo a curarci preventivamente? Sembra un interrogativo da dentista, ma vale per lo spirito ancor più che per il corpo.
A farci caso, la realtà che ci accompagna è costantemente fonte di messaggi. Occorre però ascoltarli. Occorre ascoltarci. Occorre illuminare il nostro sguardo sul mondo.
Quando il vivere riesce a sfrondarsi dalle sovrastrutture e a cogliere con i sette sensi* l'essenziale, allora diviene possibile imparare a muovere piccoli passi su un terreno relativamente stabile, anziché essere costretti a spiccare balzi su spuntoni franosi.
E magari si riuscirà a imparare mentre si gioisce, a crescere sorridendo, a evolvere amando ed essendo amati.
* gusto, olfatto, tatto, udito, vista, anima e amore.
5.3.05
16.2.05
Sarà anche vero che per imparare una cosa qualcuno te la deve insegnare, che per apprendere un concetto qualcuno te lo deve comunicare, ma se non si è pronti ad accogliere quell'insegnamento, a recepire quella comunicazione, il passo in avanti non si compirà.
Un esempio personale riguarda una teoria che mi fu riferita anni fa (ricordo anche la circostanza precisa) sul fatto che noi abbiamo una specie di "antenne" e se impariamo a drizzarle riusciremo a "sintonizzarci" su determinate frequenze, atte per esempio a farci incontrare chi saprà esserci d'aiuto nel nostro personale cammino evolutivo.
Accolsi la teoria con una robusta dose di scetticismo nei confronti dell'autore che la sosteneva, e solo col tempo, piano piano, i dubbi si diradarono, permettendomi di accettare quella che adesso mi pare una constatazione acquisita (e legata in un certo qual modo alle ipotesi vibrazionali o elettromagnetiche, comunque si voglia considerare il nostro essere anche o soprattutto vortici di luce).
Una curiosità: pochi giorni or sono mi è venuto un piccolo flash e per verificare ho scritto a chi mi aveva illuminato (Lay), chiedendole se per caso l'autore in questione fosse costui.
Risposta affermativa, e mio conseguente compiacimento di fronte alla coincidenza di ritrovarmelo in questo periodo menzionato dalle visualizzazioni di Occhi-di-luce nonché, inopinatamente, in pagine consultate in rete mentre cercavo altro.
Un esempio personale riguarda una teoria che mi fu riferita anni fa (ricordo anche la circostanza precisa) sul fatto che noi abbiamo una specie di "antenne" e se impariamo a drizzarle riusciremo a "sintonizzarci" su determinate frequenze, atte per esempio a farci incontrare chi saprà esserci d'aiuto nel nostro personale cammino evolutivo.
Accolsi la teoria con una robusta dose di scetticismo nei confronti dell'autore che la sosteneva, e solo col tempo, piano piano, i dubbi si diradarono, permettendomi di accettare quella che adesso mi pare una constatazione acquisita (e legata in un certo qual modo alle ipotesi vibrazionali o elettromagnetiche, comunque si voglia considerare il nostro essere anche o soprattutto vortici di luce).
Una curiosità: pochi giorni or sono mi è venuto un piccolo flash e per verificare ho scritto a chi mi aveva illuminato (Lay), chiedendole se per caso l'autore in questione fosse costui.
Risposta affermativa, e mio conseguente compiacimento di fronte alla coincidenza di ritrovarmelo in questo periodo menzionato dalle visualizzazioni di Occhi-di-luce nonché, inopinatamente, in pagine consultate in rete mentre cercavo altro.
9.2.05
1.2.05
Cercare di capire perché accadono le cose è facile se queste riguardano gli altri, lo è meno quando l'intoppo ci colpisce.
Quanto ci compete però riguarda innanzitutto noi stessi: non possiamo pretendere di voler bene al prossimo prima di volerne a noi stessi, non possiamo sperare di aiutare gli altri senza essere in grado di evolvere personalmente.
Per questo è opportuno non smettere di considerare ogni evento un segnale, ciascun segnale un messaggio, le serie di messaggi una conferma e un aiuto costante.
Donde questo provenga non so e non intendo dimostrarlo, né lo potrei, ma la nostra realtà vibrazionale è un dato di fatto, sebbene non siamo in grado di coglierla che per intuizioni sfuggenti e veloci (un po' come nella fisica quantistica gli elettroni).
Siamo vortici di luce, o se vogliamo metterla diversamente, siamo fatti anche di onde elettromagnetiche.
Quanto ci compete però riguarda innanzitutto noi stessi: non possiamo pretendere di voler bene al prossimo prima di volerne a noi stessi, non possiamo sperare di aiutare gli altri senza essere in grado di evolvere personalmente.
Per questo è opportuno non smettere di considerare ogni evento un segnale, ciascun segnale un messaggio, le serie di messaggi una conferma e un aiuto costante.
Donde questo provenga non so e non intendo dimostrarlo, né lo potrei, ma la nostra realtà vibrazionale è un dato di fatto, sebbene non siamo in grado di coglierla che per intuizioni sfuggenti e veloci (un po' come nella fisica quantistica gli elettroni).
Siamo vortici di luce, o se vogliamo metterla diversamente, siamo fatti anche di onde elettromagnetiche.
22.1.05
Dalla sublime commistione tra realtà vibrazionale e carnale sorge il vortice che avviluppa in bozzoli magici chi vuole accogliere e lasciar affermare l'essere.
Il difficile è saper aspettare, quando lo si deve fare, ricordando che non ci sono scorciatoie (ma le parole dei maestri d'amore si fanno ricordare).
Anche per questo son poche le sillabe che scelgon d'affiorare.
Il difficile è saper aspettare, quando lo si deve fare, ricordando che non ci sono scorciatoie (ma le parole dei maestri d'amore si fanno ricordare).
Anche per questo son poche le sillabe che scelgon d'affiorare.
10.1.05
Una canzone americana del 1930 s'intitola Dream A Little Dream Of Me e a me dice più o meno così:
Le stelle risplendono sopra di te
l'alito della notte sussurra "ti amo"
gli uccellini cantano sul sicomoro
mentre sogni, sogna un po' di me
Dammi la buonanotte con un bacio
tienmi stretto e dimmi che ti mancherò
quando sarò solo e triste più che mai
mentre sogni, sogna un po' di me
Le stelle svaniscono, ma rimango lì
ad anelare i tuoi baci, tesoro
aspetterò fino all'alba
e ti dirò così, tesoro:
Sogni d'oro fino ai raggi del sole
sogni d'oro, dimentica il resto
ma nei tuoi sogni, quali che siano
mentre sogni, sogna un po' di me
-.-.-.-.-
[ è un appuntamento, sì ]
Le stelle risplendono sopra di te
l'alito della notte sussurra "ti amo"
gli uccellini cantano sul sicomoro
mentre sogni, sogna un po' di me
Dammi la buonanotte con un bacio
tienmi stretto e dimmi che ti mancherò
quando sarò solo e triste più che mai
mentre sogni, sogna un po' di me
Le stelle svaniscono, ma rimango lì
ad anelare i tuoi baci, tesoro
aspetterò fino all'alba
e ti dirò così, tesoro:
Sogni d'oro fino ai raggi del sole
sogni d'oro, dimentica il resto
ma nei tuoi sogni, quali che siano
mentre sogni, sogna un po' di me
-.-.-.-.-
[ è un appuntamento, sì ]
2.1.05
Le frazioni del tempo sono simboli, gli eventi presagi, le sensazioni materia. I passaggi simbolici sono salti quantici nell'evoluzione personale, i messaggi polimorfi suggerimenti per interpretare il visibile e l'invisibile, quel che scalda il cuore o stringe lo stomaco anche a distanza è vero più del vero.
Così, nel gran calderone dei giorni e delle notti vissute senza vivere, si alternano ondeggiando scambi bellissimi e assenze pesanti, richieste che arricchiscono e fortune mal ripartite, regali che meravigliano e rinunce inaccettabili, splendori inattesi e delusioni cocenti.
L'universo vortica: bisogna imparare a riconoscere i propri sogni e ciò che realmente si desidera, accogliendo con il sorriso luminoso quel che ci soffia sul viso la vera vita.
Così, nel gran calderone dei giorni e delle notti vissute senza vivere, si alternano ondeggiando scambi bellissimi e assenze pesanti, richieste che arricchiscono e fortune mal ripartite, regali che meravigliano e rinunce inaccettabili, splendori inattesi e delusioni cocenti.
L'universo vortica: bisogna imparare a riconoscere i propri sogni e ciò che realmente si desidera, accogliendo con il sorriso luminoso quel che ci soffia sul viso la vera vita.
27.12.04
vocenarrante, pseudonimo nato quasi per caso, sottolinea l'esigenza di raccontare e l'importanza dello strumento che non solo permette di farlo, ma può contrassegnare intimamente l'identità personale.
A proposito di voce, mi sono state trasmesse alcune parole scritte da una creatura al suo amato e ve le riporto:
la tua voce mi fa vibrare dentro
come un "om" primordiale e definitivo
come un orgasmo interiore
che fa sciogliere
tutto ciò che non è l'essenza
di me stessa
e quando ho lo sguardo
finalmente pulito
vedo la tua immagine
riflessa in me
A proposito di voce, mi sono state trasmesse alcune parole scritte da una creatura al suo amato e ve le riporto:
la tua voce mi fa vibrare dentro
come un "om" primordiale e definitivo
come un orgasmo interiore
che fa sciogliere
tutto ciò che non è l'essenza
di me stessa
e quando ho lo sguardo
finalmente pulito
vedo la tua immagine
riflessa in me
Iscriviti a:
Post (Atom)