Il cuore non smette mai di pulsare, anzi di ardere, alimentandosi anche a distanza, però neanche le mani sono da meno.
Sebbene siano diversi mesi che non vado da V., qualche procedura qua e là continuo a farla, anche e soprattutto in situazioni improvvisate. Per esempio, ieri pomeriggio: ho praticato un massaggio alla schiena a una tipa mentre era seduta su una sedia e poi a un certo punto ho staccato le mani... in realtà già il massaggio "a contatto" era tipo procedura, perché anziché rispettare l'ortodossia dello scioglimento muscolare lasciavo che le mani vagassero in modo apparentemente poco logico e mi limitavo ad assecondarle. Comunque, dicevo, a un certo punto ho staccato le mani e quando la destra si è trovata davanti al suo viso lei a occhi chiusi ha mormorato, estasiata: "Che bel massaggio di panna!"
L'espressione mi è piaciuta e mi ha confortato nella convinzione che anche senza toccare fisicamente un corpo si riesca a trasmettere parte dell'energia che benevolmente ci pervade.
14.4.03
contemplerò il tuo volto, al risveglio mi sazierò della tua presenza
(Salmi, 17,15)
Leggere i Salmi gustandone la poesia, assaporarli con l'animo di chi ascolta il soul, che rispetto al gospel aveva fatto un'operazione: alla parola God, Dio, era stata sostituita Baby, piccola mia.
Forse che l'amore per un altro essere umano non ha qualcosa di divino?
(Salmi, 17,15)
Leggere i Salmi gustandone la poesia, assaporarli con l'animo di chi ascolta il soul, che rispetto al gospel aveva fatto un'operazione: alla parola God, Dio, era stata sostituita Baby, piccola mia.
Forse che l'amore per un altro essere umano non ha qualcosa di divino?
11.4.03
Gli incontri che si fanno non sono casuali
Credo che ciascuno voglia (o debba) trovare i propri specchi. Specchi che magari rifletteranno solo una piccola componente del nostro essere o del nostro fare, ma che indicano quali strade stiamo percorrendo e quali passi potremmo compiere per migliorarci.
È indiscutibile l'estrema varietà degli incontri possibili, nella vita carnale come in quella telematica (non dico virtuale, perché siamo veri).
Dunque chi in un determinato ambito, per esempio quello dei blog, riferisce esclusivamente esperienze negative, in qualche modo se le sarà andate a cercare (probabilmente con le polemiche, gli atteggiamenti ostici o esageratamente competitivi, la miopia di chi vuole bruciare le tappe senza costruire).
So di essere fortunato nel poter fornire esempio contrario: in rete o grazie alla rete ho ampliato il numero e l'intensità degli interscambi comunicativi e perfino dei rapporti di amicizia, rinsaldando quelli esistenti e magari un po' trascurati, assistendo meravigliato alla nascita di nuovi intrecci essenziali.
Credo che ciascuno voglia (o debba) trovare i propri specchi. Specchi che magari rifletteranno solo una piccola componente del nostro essere o del nostro fare, ma che indicano quali strade stiamo percorrendo e quali passi potremmo compiere per migliorarci.
È indiscutibile l'estrema varietà degli incontri possibili, nella vita carnale come in quella telematica (non dico virtuale, perché siamo veri).
Dunque chi in un determinato ambito, per esempio quello dei blog, riferisce esclusivamente esperienze negative, in qualche modo se le sarà andate a cercare (probabilmente con le polemiche, gli atteggiamenti ostici o esageratamente competitivi, la miopia di chi vuole bruciare le tappe senza costruire).
So di essere fortunato nel poter fornire esempio contrario: in rete o grazie alla rete ho ampliato il numero e l'intensità degli interscambi comunicativi e perfino dei rapporti di amicizia, rinsaldando quelli esistenti e magari un po' trascurati, assistendo meravigliato alla nascita di nuovi intrecci essenziali.
9.4.03
Come si può resistere all'irresistibile? E poi, perché si dovrebbe?
La ragionevolezza serve a campare quotidianamente, ma laddove diventa alibi per le scelte mancate occorre delimitarla se non addirittura negarla.
Sì vabbe', parole. A quando l'azione? Troppi interrogativi, retorici per di più, ma così è. Se vi pare, o anche no.
Baciando la pelle a sfioramento la sensazione che si impone è che l'anima stia anche in superficie...
Voglio un cocktail di sapori, voglio proprio quello lì. Non che gli altri mi dispiacciano, ma il nettare degli dèi è irrinunciabile una volta gustato, perché in-di-men-ti-ca-bi-le.
mostrami i prodigi del tuo amore (Salmi 17:7)
La ragionevolezza serve a campare quotidianamente, ma laddove diventa alibi per le scelte mancate occorre delimitarla se non addirittura negarla.
Sì vabbe', parole. A quando l'azione? Troppi interrogativi, retorici per di più, ma così è. Se vi pare, o anche no.
Baciando la pelle a sfioramento la sensazione che si impone è che l'anima stia anche in superficie...
Voglio un cocktail di sapori, voglio proprio quello lì. Non che gli altri mi dispiacciano, ma il nettare degli dèi è irrinunciabile una volta gustato, perché in-di-men-ti-ca-bi-le.
mostrami i prodigi del tuo amore (Salmi 17:7)
2.4.03
Sono al computer con la TV accesa alle mie spalle su un canale musicale. Una voce che non conoscevo mi attrae con una melodia facile e la dizione dolce. Mi giro e ho la conferma dei miei sospetti: è Carla Bruni, l'ex modella che si è messa a cantare.
La canzone è Quelqu'un m'a dit. Il testo esprime un senso di transitorietà che fu già materia per molti poeti, ma contiene anche un messaggio che pulsa al mio sentire, mettendo in musica temi colti altrove e riproponendoli all'incredulità del cervello razionale:
Pourtant quelqu'un m'a dit...
Que tu m'aimais encore,
C'est quelqu'un qui m'a dit que tu m'aimais encore.
Serais ce possible alors ?
Mi hanno detto che mi ami ancora, è mai possibile?
O sarà vero che le destin se moque bien de nous, il destino ci prende in giro?
Eppure mi hanno detto...
La canzone è Quelqu'un m'a dit. Il testo esprime un senso di transitorietà che fu già materia per molti poeti, ma contiene anche un messaggio che pulsa al mio sentire, mettendo in musica temi colti altrove e riproponendoli all'incredulità del cervello razionale:
Pourtant quelqu'un m'a dit...
Que tu m'aimais encore,
C'est quelqu'un qui m'a dit que tu m'aimais encore.
Serais ce possible alors ?
Mi hanno detto che mi ami ancora, è mai possibile?
O sarà vero che le destin se moque bien de nous, il destino ci prende in giro?
Eppure mi hanno detto...
28.3.03
Brucio un po' di ylang-ylang, il cui odore mi piace fino alla pelle.
Così almeno sono sicuro (sicuro?) di sentire davvero qualcosa con il senso dell'odorato, quello che per fare capo al cervello parte dal naso.
Così almeno mi rassicuro (mi rassicuro?) nel sapere davvero che l'olfatto non m'inganna sulla cronologia e sulle distanze, che quello che mi pervade è qui e ora.
Occorre anche rassicurarsi ogni tanto. Altrimenti continuo a oscillare e vagheggiare ogni volta che fragranze assenti si fanno strada sconvolgendo le nozioni di tempo e spazio. Ogni volta che il senso dell'odorato per fare capo al cervello sceglie di partire dal cuore.
Così almeno sono sicuro (sicuro?) di sentire davvero qualcosa con il senso dell'odorato, quello che per fare capo al cervello parte dal naso.
Così almeno mi rassicuro (mi rassicuro?) nel sapere davvero che l'olfatto non m'inganna sulla cronologia e sulle distanze, che quello che mi pervade è qui e ora.
Occorre anche rassicurarsi ogni tanto. Altrimenti continuo a oscillare e vagheggiare ogni volta che fragranze assenti si fanno strada sconvolgendo le nozioni di tempo e spazio. Ogni volta che il senso dell'odorato per fare capo al cervello sceglie di partire dal cuore.
27.3.03
...messaggio che inizialmente mi diede altri "pensieri"...
Quali?
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Sarà la stanchezza in sé, sarà che la stanchezza abbatte ogni resistenza, sarà che a un certo punto non si torna più indietro e per questo hanno inventato l'espressione "punto di non ritorno", sarà per chissàcosa, comunque sia, quel motore di frigorifero che più volte [vedi 9.7.02 :::] mi è capitato di avvertire più o meno all'altezza del "terzo occhio", ora e da un paio di giorni si fa sentire con frequenza sempre maggiore. In questo istante però mi sta prendendo piuttosto nella zona del chakra superiore, quello che dovrebbe trovarsi sopra il cranio, credo in corrispondenza della "fontanella" ossea che ultima si chiude a proteggere il nostro cervellino neonato.
Insomma, prima o poi dovrò pur tenere conto di quelle parole recenti e già antiche, che però la mia buona memoria insinua all'attenzione con la forza dell'istinto che tutto rende presente. Sarà lei a portarti là dove devi andare. Queste le parole che mi dissero o le dissero... ho appena affermato di avere buona memoria e invece ora il dettaglio non lo ricordo, ma forse questo succede quando l'essenziale è il messaggio, non il mezzo usato per recapitarcelo.
Già un'altra volta ero incorso in questa sorta di amnesia: quando con un flash, mentre pedalavo in bici ebbi netta la sensazione che con lei avrei dovuto condividere qualcosa di più grande di me e inaspettato, un compito non necessariamente piacevole, ma doveroso e imprescindibile.
Dunque quella Procedura (o scambio) cui abbiamo accennato s'ha da fare.
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\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/
...volgare quotidiana routine...
Credo che di questa facciano parte anche tante quisquilie di cui nella condizione di innamorato mi disinteresserei totalmente, adattandomi felice a situazioni apparentemente opposte tra loro (l'ordine o il disordine, il lavoro o l'ozio, la folla di impegni o l'isolamento) per il semplice fatto che ne avverto l'assoluta marginalità. Non è questione di pigrizia o di eccessiva cedevolezza: si tratta di riconoscere a istinto ciò che importa veramente e ciò che invece suona all'orecchio profondo come una caterva di stronzate.
Quali?
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Sarà la stanchezza in sé, sarà che la stanchezza abbatte ogni resistenza, sarà che a un certo punto non si torna più indietro e per questo hanno inventato l'espressione "punto di non ritorno", sarà per chissàcosa, comunque sia, quel motore di frigorifero che più volte [vedi 9.7.02 :::] mi è capitato di avvertire più o meno all'altezza del "terzo occhio", ora e da un paio di giorni si fa sentire con frequenza sempre maggiore. In questo istante però mi sta prendendo piuttosto nella zona del chakra superiore, quello che dovrebbe trovarsi sopra il cranio, credo in corrispondenza della "fontanella" ossea che ultima si chiude a proteggere il nostro cervellino neonato.
Insomma, prima o poi dovrò pur tenere conto di quelle parole recenti e già antiche, che però la mia buona memoria insinua all'attenzione con la forza dell'istinto che tutto rende presente. Sarà lei a portarti là dove devi andare. Queste le parole che mi dissero o le dissero... ho appena affermato di avere buona memoria e invece ora il dettaglio non lo ricordo, ma forse questo succede quando l'essenziale è il messaggio, non il mezzo usato per recapitarcelo.
Già un'altra volta ero incorso in questa sorta di amnesia: quando con un flash, mentre pedalavo in bici ebbi netta la sensazione che con lei avrei dovuto condividere qualcosa di più grande di me e inaspettato, un compito non necessariamente piacevole, ma doveroso e imprescindibile.
Dunque quella Procedura (o scambio) cui abbiamo accennato s'ha da fare.
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...volgare quotidiana routine...
Credo che di questa facciano parte anche tante quisquilie di cui nella condizione di innamorato mi disinteresserei totalmente, adattandomi felice a situazioni apparentemente opposte tra loro (l'ordine o il disordine, il lavoro o l'ozio, la folla di impegni o l'isolamento) per il semplice fatto che ne avverto l'assoluta marginalità. Non è questione di pigrizia o di eccessiva cedevolezza: si tratta di riconoscere a istinto ciò che importa veramente e ciò che invece suona all'orecchio profondo come una caterva di stronzate.
26.3.03
Faccio il postino su richiesta di Bea, che non riuscendo a rispondere a un commento mi ha scritto via e-mail quanto segue perché lo pubblicassi:
Trovo parole bellissime di Layla che non condivido.
Se parliamo d'amore vero.
Che non è virtuale.
Che non esiste come comunione di spiriti.
Quella è l'Amicizia. Tutt'altra cosa.
L'Amore, o è ANCHE fisicità o NON è amore.
Basta dirlo a se stessi.
Che non è più amore.
Senza inventare alibi. Che non reggono.
Che non possono reggere di fronte al bisogno disperato, tragicamente endemico, di contatto fisico.
Di occhi che sorridendo trapassano l'anima dell'altro, illuminando il creato.
E la volgare quotidiana routine.
Bea
Grazie anche a te per le tue parole.
Sull'amore, di cui ho scritto qua e là, non si finirebbe mai... Ora però mi piacerebbe sentire la vostra.
Trovo parole bellissime di Layla che non condivido.
Se parliamo d'amore vero.
Che non è virtuale.
Che non esiste come comunione di spiriti.
Quella è l'Amicizia. Tutt'altra cosa.
L'Amore, o è ANCHE fisicità o NON è amore.
Basta dirlo a se stessi.
Che non è più amore.
Senza inventare alibi. Che non reggono.
Che non possono reggere di fronte al bisogno disperato, tragicamente endemico, di contatto fisico.
Di occhi che sorridendo trapassano l'anima dell'altro, illuminando il creato.
E la volgare quotidiana routine.
Bea
Grazie anche a te per le tue parole.
Sull'amore, di cui ho scritto qua e là, non si finirebbe mai... Ora però mi piacerebbe sentire la vostra.
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