10.1.03

Non c'è alcun bisogno di avere fretta. Ogni cosa a suo tempo.
Nonostante l'attuale assenza di commenti, continuo a pubblicare un poco alla volta le parole che ci hanno scritto, perché so che troveranno da sole i destinatari, i cuori cui parlare.
Nel frattempo, se volete commentare, dissentire, confutare, integrare, chiedere... basta fare clic su "vuoi commentare?" sotto ciascun intervento o sulle parole "forum" o "scrivimi" in cima alla pagina.
A proposito di quella riga in cima alla pagina, sapete tutti che facendo clic su "la voce" si entra nel sito di vocenarrante, con altre parole da esplorare?

Bene, eccovi dunque la quarta puntata del messaggio ricevuto da Alessio.

L'UNITA' UNIVERSO E' IN ETERNA PACE, E' PURO ESSERE SENZA FORMA E SENZA ATTIVITA'.

Vivete in un mondo duale creato da voi. L'unità è il nulla (nirvana = nulla, svanire, smarrirsi ), dovete "perdervi" per essere una cosa sola con il Tutto. Nell'unità tutto e nulla diventano una cosa sola. E' l'unica cosa che veramente esiste, è l'unica verità esistente senza inizio e senza fine di eternità in eternità. Solo avendo fatto vostre queste verità potrete dire di essere Esseri Cosmici. E' il vostro modo di ragionare che fa sì che il mondo vi appaia polare. E' la vostra coscienza inferiore che crea gli opposti per evolvere spiritualmente per ricordare Chi siete e Dove state andando. Ma la vita è ritmo, il ritmo è l'alternanza continua di due poli. E' come il respiro, chi si rifiuta di espirare non potrà neppure inspirare. Un polo vive nell'altro polo. Se eliminiamo un polo sparisce anche l'altro. Dietro ogni polarità esiste una unità. E' da questo dilemma che avete creato il tempo. Voi siete Dio. Vi ho creato a mia immagine e somiglianza, ma fino a quando mi cercherete con la parte razionale non mi troverete mai (sinistro) cercatemi attraverso l'emisfero destro, quello delle sensazioni. Entrambi gli emisferi captano gli stessi dati sensoriali, ma le due metà del cervello le elaborano in maniera diversa. Solo unendo i due emisferi avrete un cervello col quale percepirete il microcosmo nel macrocosmo ed arriverete fisicamente all'illuminazione. Dipende dal vostro angolo visivo vedere una cosa piuttosto che un'altra, spostatevi e vedrete che tutte e due sono una cosa sola. E' per questo che Gesù disse: se fate diventare il due in uno e quello che è esterno come quello che è interno e l'interno come l'esterno e ciò che è sopra come quello che è sotto, e se fare del maschile e del femminile una cosa sola in modo tale che il maschile non sia il maschile e il femminile non sia il femminile, se mettete più occhi al posto di un occhio e una mano al posto di un'altra mano, e un piede al posto di un altro piede, un'immagine al posto di un'altra immagine allora entrerete nel Regno (Vangelo secondo Tommaso). Avete creato un mondo in cui siete costretti a prendere una decisione. Ad ogni azione potete fare una sola scelta e in questo modo la possibilità del polo opposto resta non realizzata e non potete neanche eliminare la scelta perché il non agire è già una scelta contro la scelta. E allora avete creato un sistema di valori che è solo vostro, che è basato su vostri criteri. In questo modo la vita è molto meno complicata per quanto riguarda le scelte che decidete di prendere. Sono qui che nascono i vostri problemi perché i vostri sistemi di valori vengono messi in discussione da altre persone che prendono scelte opposte in base a un loro sistema di valori. Tutto ciò vi irrita perché è ovvio che pensiate che i vostri valori siano quelli giusti e che quelli degli altri siano sbagliati e vi arrabbiate ancora di più quando vedete che non tutti hanno gli stessi valori per giudicare (es.: uccidere). Ed è così che oltre a difendere i vostri cercate di convincere più gente a pensarla come voi. Cambiate il vostro punto di vista, scegliete la soluzione in cui tutte le polarità sono ugualmente buone e giuste, belle e brutte, ecc. Solo in questo modo avrete sapienza, perfezione e coscienza e solo in questo modo avrete la conoscenza delle vostre porte divine...

9.1.03

Terza puntata.
Sono sempre parole di Alessio, che ha deciso di comunicarci il suo sentire (il suo dialogo con Dio, o con la sua parte divina, quel diamante interiore che è sepolto in ogni essere umano). Nessun commento?

... Ricordatevi bene che la vita è una scelta. Quando vedete un altro uomo soffrire non dovete preoccuparvi per lui perché quella è l'esperienza che ha scelto di provare per ricordarsi Chi è, e Dove sta andando. Voi siete vibrazioni, siete un'energia che sceglie un corpo, e vive in questo strumento facendo scelte che voi avete definito "giuste" e "sbagliate", " belle " e "brutte". Ma in base a che criterio? Solo e solamente il vostro. Quello che voi definite male è un'energia. Voi potete uccidere tantissime persone senza per questo pensare che quello che avete fatto sia "male". So benissimo che per molti di voi tutto ciò è assurdo e so anche la motivazione di questo sconvolgimento interiore. Forse, perché le persone che vengono uccise sono vostri simili? Vi ho creato con due soli sentimenti: l'amore e la paura. Avete paura di amare, avete paura che tutto ciò possa succedere anche a voi, ma in questo modo state dubitando di me ed allo stesso tempo di voi. Eppure uccidete migliaia di animali e migliaia di piante. Non pensate che una zucchina possa dire lo stesso ad un'altra zucchina. Cambiate il vostro modo di pensare, cambiatelo anche se ciò dovrà cancellare dalla vostra testa anni di studio e ragionamenti. Altrimenti come potrei farvi ricordare Chi Siete, se non eliminate dalla vostra mente quello che Non Siete? Come posso aiutarvi se continuate a vivere nell'illusione? Di che cosa state dubitando? Forse del fatto che le cose che vi ha detto sono troppo belle per essere vere? Forse non avete ancora capito una cosa. Esiste nell'universo una legge che dice di FARE QUALCHE COSA IN MODO TALE DA OTTENERLA. Siete confusi e paurosi? Date ad altri serenità e calma interiore e vedrete che otterrete quello che state cercando.

Ricordatevi che per parlare della perfezione non bisogna essere perfetti.

... Il vostro vero rinnovamento consiste nel superare ed andare oltre la coscienza individuale (che è soggetta alla polarità) per integrarsi alla coscienza cosmica superiore cioè l'unità. La malattia è un esempio di polarità, la guarigione è il superamento della polarità. Dietro la polarità risiede l'Unità, quell'Uno che tutto abbraccia e in cui riposano gli opposti ancora non separati. Nell'unità non c'è mutamento, né trasformazione o evoluzione perché l'unità non viene sottomessa né dal tempo né dallo spazio.


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Mi pare che molti spunti si stiano accumulando... vi aspetto.

8.1.03

Seconda puntata.
Continuo la pubblicazione del messaggio di Alessio, che ci racconta il suo dialogo con Dio.

Ma serve pregare?
Non nel modo in cui lo fate voi. Non potete avere quello che chiedete, né potete avere qualsiasi cosa vogliate. Questo perché la tua stessa richiesta è segno che a te manca qualcosa, crea il senso di mancanza. Perciò non bisogna mai supplicare ma apprezzare e ringraziarmi come se la cosa l'aveste già ottenuta.
Ma allora è per questo che molte volte quello che la gente chiede non lo ottiene?
Certo, perché cosa pensi che Dio possa dire di "sì" a qualcuno, "no" ad altri e "forse ma non adesso" ad altri ancora?
Dio è colui che osserva e non sceglie o modifica una determinata situazione altrimenti non sareste relamente liberi, ed il libero arbitrio non esisterebbe.
Perché la gente si ammala? O meglio. È vera la teoria che tutte le malattie partono dalla psiche?
L'infelicità ha origine dal pensiero. Non potete ammalarvi senza essere voi stessi la causa. Il dolore deriva da un'opinione che ti sei fatto su una cosa. Scaccia quell'opinione e il dolore sparisce. E' questa la spiegazione del peccato originale. Il peccato originale si ha quando il tuo primo pensiero è in errore. La questione si aggrava quando il tuo secondo ed il terzo pensiero sono in errore, improntati sul primo. E non come quella che avete dato voi. Adamo ed Eva andrebbero ringraziati perché sono stati i primi a compiere una scelta "sbagliata" e vi hanno dato la possibilità di compiere una qualsiasi scelta.
E le cose spiacevoli che ci capitano?
Le cose che vi capitano e che voi definite cattive sono una tua scelta. L'errore però non è nel fatto di averle scelte ma nel definirle "cattive". Perché in questo modo inconsciamente definisci te "cattivo" perché sei tu che le hai create. Ricordati che tu essendo Dio sei perfetto e quindi la situazione che tu stesso hai creato è perfetta nel contesto in cui la stai sperimentando.
Ma perché la gente non cambia modo di pensare?
Perché ci sono interessi di tutti i tipi. Te l'ho già detto. Se capiste veramente che siete Dio dove finirebbero le religioni? Se non ti ammalassi più dove finirebbero i medici?
E perché continuiamo a negarti e quindi di conseguenza perché continuiamo a negare noi stessi?
Siete stati creati con due soli sentimenti: l'amore e la paura. Voi avete paura di amare e non mi credete perché credete che le promesse che vi ho fatto e che vi faccio tuttora siano troppo belle per essere vere, e quindi di conseguenza avete cercato una verità più modesta.
E quindi qual è la soluzione?
Esistono varie leggi nell'universo. La prima dice che tu puoi essere, puoi avere e fare tutto quello che riesci ad immaginare. Il tuo pensiero è fortissimo. Il tuo pensiero è creativo. Il pensiero non muore mai. Tutto quello in cui credi prende forma.
E delle numerose rinunce che la Chiesa dice di fare? Cosa ne pensi?
Sì è vero bisogna rinunciare a determinate cose, il fatto è che questo avviene, come ho detto prima come un segno che serve per farti capire che la strada che stai seguendo è quella "giusta" e non il contrario. Cioè, il rinunciare a determinate cose, e quindi la negazione della libertà, non vi porterà a me perché ricorda che tutto ciò a cui ti opponi persiste, mentre quello che affronti scompare. Opporsi garantisce l'esistenza e ogni cosa a cui ti opponi la rendi più reale.
Dio ma quando potremmo dire definitivamente di esserci abbandonati a te?
Semplice, quando vi accorgerete di non avere più bisogno di Me...


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Che ne pensate? Ogni commento sarà gradito (basta fare clic su vuoi commentare? sotto ciascun intervento).
Se preferite, potete scrivermi oppure intervenire nel forum (non c'è bisogno di iscriversi, è semplicissimo).

7.1.03

Avevo chiesto di scrivermi e sono stato accontentato.

Alessio mi ha mandato un lungo e interessante messaggio via e-mail e ho pensato di pubblicarlo un po' alla volta, sperando di stuzzicare commenti e considerazioni (in calce agli interventi, per posta elettronica o nel forum).

E se Dio fosse uno di noi?

E' con questa frase che è iniziato il mio singolare dialogo con Dio.
Sì, è proprio così, sono riuscito e riesco ancora a parlare con Dio.
... Ma tu Dio parli con tutti?
Una delle cose di cui la gente si deve convincere è che io parlo con tutti. Senza interruzione. La domanda non è a chi parlo, ma: chi sta a sentire?...
Non essendo stato ancora messo in croce, posso raccontare la mia particolare esperienza che, alcuni di voi, potranno definire assurda.
Tutto iniziò parecchi mesi fa dopo una serie di giudizi negativi da parte di una donna che aveva criticato il mio comportamento nei confronti di 2 persone a me molto care.
Questa situazione creò dentro di me tante paure e sensi di colpa derivati anche dalla perdita di fiducia che loro ebbero nei miei riguardi.
Quando il peso di questi sentimenti divenne insostenibile concentrai la rabbia in una domanda rivolta a chi sapevo di non aver deluso: "Dio, ma che cosa ho sbagliato?"
Stranamente questo interrogativo ebbe una risposta che si formulò nella mia mente sotto forma di un pensiero inconfutabile che mi diceva: "Non esiste nulla di sbagliato, esiste solo ciò che non ti serve a ricordare chi sei e dove stai andando!"
Sbalordito e allo stesso tempo incuriosito continuai a fare domande per capire con chi stavo parlando e soprattutto come avevo ottenuto quella risposta.
Nella mia mente si accese un altro pensiero che mi spiegava che quella voce interiore era Dio e che ero riuscito ad ascoltarlo perché il mio interrogativo era stato formulato con l'emisfero sinistro del mio cervello ( parte razionale ), ma che in realtà non cercando una risposta lasciai spazio alle sensazioni collegate all'emisfero destro.


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Qualcuno di voi vive o ha vissuto esperienze analoghe? Indipendentemente dalle parole scelte per definire le cose, credo sia importante individuare e condividere eventuali affinità essenziali.

2.1.03

Il passaggio, se c'è stato, l'attraversamento da un anno all'altro, se così lo vogliamo chiamare, mi pare contrassegnato da due sogni.

Nel primo, a concludere l'anno, dolcissimo e rivelatore mi si è rivolto vivido un sorriso innamorato. La voglia di baciarci era ostacolata dalle circostanze (ma va'?!), eppure restava addosso; proprio come è successo nella realtà, che capisco non sarà mai lontana.

Nel secondo, che inaugura quello nuovo, mi trovavo a porre una domanda specifica tra sedute e procedure nuove: mi chiedevo e chiedevo se il viaggio astrale fosse ancora troppo al di là della mia comprensione nel caso comporti uno spostamento temporale e non solo spaziale.

Due sogni, altrettante domande, più o meno esplicite. Le risposte però possono venire solo da dentro.

Amore romantico ed energia universale sono entrambi potenti motori dell'animo e stimoli dell'anima. Entrambi sono bersaglio e freccia ad un tempo, entrambi sono pronti ad accompagnare ma anche a farmi sentire la mia individualità, la mia solitudine di fronte alla responsabilità delle scelte.

Continuo il cammino... ogni tanto rimiro la stellata e camminando sento meno il freddo.

24.12.02

Ieri pomeriggio al telefono con la principessa radiosa tra altre cose abbiamo parlato di come ciascuno di noi sia Dio, o per dirla altrimenti di come in ciascuno di noi ci sia una particella del Tutto, dell'energia universale di cui come vortici di luce siamo fatti. Mi è anche venuto di citarle una felice espressione di mariemarion ("quel diamante che c'è in ognuno di noi").

Solitamente non guardo la TV. Ieri però ho ricevuto una segnalazione via e-mail e ho acceso su RaiUno, dove si stava esibendo Roberto Benigni. Per una serie di incombenze da sbrigare, ho potuto seguire solo l'ultima parte (casualità?).
Sono contento di essermi goduto l'esegesi del passaggio sulla visione di Dio e soprattutto il momento in cui il nostro giullare ha recitato la musica dantesca.
Il punto cruciale era costituito dall'identificazione dell'essere umano con Dio, quel vedere rispecchiata nell'eternità la propria effige.

Benigni mi è piaciuto, l'ho trovato ispirato. Intendo dire spiritualmente ispirato. La sua commozione sui versi finali era vera e non recitata. Gli ho letto negli occhi l'evoluzione che deve avere attraversato (probabilmente da qualche anno) e la gioia con la quale capisce che può trasmetterla.
La stessa cosa succede quando ci si sente colmi d'amore, di quello che va ad accarezzare le persone a noi care anche a distanza, anche quando quella distanza sembra incolmabile fisicamente (ma chi può sapere come s'incroceranno i sentieri domani?).

Dal canto 33 del Paradiso, Divina Commedia:

[...] giunsi
l'aspetto mio col valore infinito.

[...]
Nel suo profondo vidi che s'interna
legato con amore in un volume,
ciò che per l'universo si squaderna:

[...]
La forma universal di questo nodo
credo ch'i' vidi, perché più di largo,
dicendo questo, mi sento ch'i' godo.

Un punto solo m'è maggior letargo
che venticinque secoli a la 'mpresa,
che fé Nettuno ammirar l'ombra d'Argo.

Così la mente mia, tutta sospesa,
mirava fissa, immobile e attenta,
e sempre di mirar faceasi accesa.

A quella luce cotal si diventa,
che volgersi da lei per altro aspetto
è impossibil che mai si consenta;

però che 'l ben, ch'è del volere obietto,
tutto s'accoglie in lei, e fuor di quella
è defettivo ciò ch'è lì perfetto.

[...]
Ne la profonda e chiara sussistenza
de l'alto lume parvermi tre giri
di tre colori e d'una contenenza;

e l'un da l'altro come iri da iri
parea reflesso, e 'l terzo parea foco
che quinci e quindi igualmente si spiri.

[...]
Quella circulazion che sì concetta
pareva in te come lume reflesso,
da li occhi miei alquanto circunspetta,

dentro da sé, del suo colore stesso,
mi parve pinta de la nostra effige:
per che 'l mio viso in lei tutto era messo.

[...] la mia mente fu percossa
da un fulgore in che sua voglia venne.

A l'alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e 'l velle,
sì come rota ch'igualmente è mossa,
l'amor che move il sole e l'altre stelle.

17.12.02

Finalmente ricomincio a vedere il sito. Nei giorni scorsi ho pubblicato al buio, cioè potendo accedere solo ai codici html e non al risultato finale, alcune parole di Proserpina. Perché mi abbiano colpito lo scoprirete andandole a leggere.

Approfitto anche per ringraziare chi ha messo nella propria pagina un link a vocenarrante: oltre alla pluricitata mariemarion, mi riferisco a LunaticaMente, la cui autrice mostra di sapere cosa sono le emozioni che ti attraversano il cuore giungendo a toccare l'essenza.
Una citazione en passant arriva anche da Blandamente, un blog che se la prende giustamente comoda.

Ho poi scoperto un omonimo tra un gruppo di fautori del bookcrossing. Evidentemente i nomignoli sono meno numerosi delle persone.

Oggi sono stato da V. e mi hanno lavorato sul terzo occhio, ma credo sia presto per parlarne.

10.12.02

Grazie a Millevoci, che ospita alcuni miei versi. Sono parole d'amore innato, quello che prende e illumina dal di dentro, ti fa sorridere radiosamente a ogni cosa e al tutto.
Ma anche lo stesso che se non ci sei abituato ti inebria togliendoti lucidità e annebbiando la capacità di vagliare le cose, di ridurre gli errori. Così capita che insieme a ricordi ineffabili rimanga la scia del rimpianto, uno spumeggiante scintillio che si nutre di lacrime per il non vissuto.
Non volendo gettare palate di sabbia sul passato, compito irrinunciabile della memoria diventa quello di riuscire a eliminare il periodo ipotetico, quell'inutile ammassarsi di congiuntivi e condizionali, confinandosi a ciò che è stato e non a ciò che (forse) sarebbe potuto essere.
E parlando di tempi e modi, l'obiettivo di sempre rimane essere, ora e qui. Paradossalmente, ciò che sembra una riduzione permette l'espansione, annullando tempo e spazio: il qui diventerà "in ogni dove", l'ora sarà "l'istante che si fa eternità".
Unico luogo il cuore... materia l'incrocio di sguardi... luminosa gioia oltre ogni dire...
Amore.

4.12.02

Sedute e letture

Oggi sono stato da V. e abbiamo fatto una seduta definita "grandiosa", lavorando sul giovane F. che alla fine si sentiva "riconnesso" e "di nuovo tra i beati".
Prima che si stendesse sul lettino, abbiamo parlato e seguito la scrittura di V., che ci ha invitato a condividere varie letture. Alcune sono state tratte da un libro che avevo per caso con me:
Così parlò Zarathustra, di Friedrich Nietzsche.
Come al solito, constatavamo che le parole nelle pagine indicate si attagliavano precisamente alla situazione di cui stavamo discorrendo, illuminando alcuni aspetti evolutivi che ciascuno di noi si trova ad affrontare.
In particolare, di un passaggio è stata richiesta la lettura e la rilettura, che ho ripetuto volentieri ad alta voce e che desidero riportare qui:

Purificarsi deve ancora il liberato dello spirito. Molta prigione e muffa sono rimaste in lui: puro deve diventare ancora il suo occhio.
Sì, io conosco il tuo pericolo. Ma per il mio amore e per la mia speranza ti scongiuro: non gettar via il tuo amore e la tua speranza.
Nobile ti senti ancora e nobile ti sentono ancora gli altri, che ti vogliono male e ti gettano occhiate cattive. Sappi che a tutti è d'intralcio un uomo nobile.
Anche ai buoni è d'intralcio un uomo nobile: e perfino quando lo chiamano buono, intendono con questo toglierlo di mezzo.
Il nobile vuol creare del nuovo e una nuova virtù. Il buono vuole il vecchio e che il vecchio sia conservato.
Ma non questo è il pericolo del nobile, che diventi un buono, bensì che diventi uno spavaldo, uno schernitore, un annientatore.
Ah, ho conosciuto uomini nobili che perdettero la loro più alta speranza. E ora calunniavano tutte le speranze alte.
Ora vivevano spavaldamente di bravi piaceri e non ponevano più le loro mete al di là della giornata presente.
"Lo spirito è anche voluttà" - così dicevano. Così spezzarono al loro spirito le ali: ora esso s'aggira strisciando e rosica tutto insozzandolo.
Un tempo essi pensavano di diventare eroi: gaudenti sono ora. Afflizione e orrore è per loro l'eroe.
Ma per il mio amore e per la mia speranza ti scongiuro: non gettar via l'eroe nella tua anima! Considera sacra la tua speranza più alta! -


Se prendiamo l'esempio delle delusioni amorose, è facile comprendere il meccanismo per cui quando si perde la "più alta speranza" si è propensi a negare "tutte le speranze alte".
E dunque assume peso specifico stagliandosi incoraggiante l'esortazione dell'ispirato:
Considera sacra la tua speranza più alta!