Ieri pomeriggio al telefono con la principessa radiosa tra altre cose abbiamo parlato di come ciascuno di noi sia Dio, o per dirla altrimenti di come in ciascuno di noi ci sia una particella del Tutto, dell'energia universale di cui come vortici di luce siamo fatti. Mi è anche venuto di citarle una felice espressione di mariemarion ("quel diamante che c'è in ognuno di noi").
Solitamente non guardo la TV. Ieri però ho ricevuto una segnalazione via e-mail e ho acceso su RaiUno, dove si stava esibendo Roberto Benigni. Per una serie di incombenze da sbrigare, ho potuto seguire solo l'ultima parte (casualità?).
Sono contento di essermi goduto l'esegesi del passaggio sulla visione di Dio e soprattutto il momento in cui il nostro giullare ha recitato la musica dantesca.
Il punto cruciale era costituito dall'identificazione dell'essere umano con Dio, quel vedere rispecchiata nell'eternità la propria effige.
Benigni mi è piaciuto, l'ho trovato ispirato. Intendo dire spiritualmente ispirato. La sua commozione sui versi finali era vera e non recitata. Gli ho letto negli occhi l'evoluzione che deve avere attraversato (probabilmente da qualche anno) e la gioia con la quale capisce che può trasmetterla.
La stessa cosa succede quando ci si sente colmi d'amore, di quello che va ad accarezzare le persone a noi care anche a distanza, anche quando quella distanza sembra incolmabile fisicamente (ma chi può sapere come s'incroceranno i sentieri domani?).
Dal canto 33 del Paradiso, Divina Commedia:
[...] giunsi
l'aspetto mio col valore infinito.
[...]
Nel suo profondo vidi che s'interna
legato con amore in un volume,
ciò che per l'universo si squaderna:
[...]
La forma universal di questo nodo
credo ch'i' vidi, perché più di largo,
dicendo questo, mi sento ch'i' godo.
Un punto solo m'è maggior letargo
che venticinque secoli a la 'mpresa,
che fé Nettuno ammirar l'ombra d'Argo.
Così la mente mia, tutta sospesa,
mirava fissa, immobile e attenta,
e sempre di mirar faceasi accesa.
A quella luce cotal si diventa,
che volgersi da lei per altro aspetto
è impossibil che mai si consenta;
però che 'l ben, ch'è del volere obietto,
tutto s'accoglie in lei, e fuor di quella
è defettivo ciò ch'è lì perfetto.
[...]
Ne la profonda e chiara sussistenza
de l'alto lume parvermi tre giri
di tre colori e d'una contenenza;
e l'un da l'altro come iri da iri
parea reflesso, e 'l terzo parea foco
che quinci e quindi igualmente si spiri.
[...]
Quella circulazion che sì concetta
pareva in te come lume reflesso,
da li occhi miei alquanto circunspetta,
dentro da sé, del suo colore stesso,
mi parve pinta de la nostra effige:
per che 'l mio viso in lei tutto era messo.
[...] la mia mente fu percossa
da un fulgore in che sua voglia venne.
A l'alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e 'l velle,
sì come rota ch'igualmente è mossa,
l'amor che move il sole e l'altre stelle.
17.12.02
Finalmente ricomincio a vedere il sito. Nei giorni scorsi ho pubblicato al buio, cioè potendo accedere solo ai codici html e non al risultato finale, alcune parole di Proserpina. Perché mi abbiano colpito lo scoprirete andandole a leggere.
Approfitto anche per ringraziare chi ha messo nella propria pagina un link a vocenarrante: oltre alla pluricitata mariemarion, mi riferisco a LunaticaMente, la cui autrice mostra di sapere cosa sono le emozioni che ti attraversano il cuore giungendo a toccare l'essenza.
Una citazione en passant arriva anche da Blandamente, un blog che se la prende giustamente comoda.
Ho poi scoperto un omonimo tra un gruppo di fautori del bookcrossing. Evidentemente i nomignoli sono meno numerosi delle persone.
Oggi sono stato da V. e mi hanno lavorato sul terzo occhio, ma credo sia presto per parlarne.
Approfitto anche per ringraziare chi ha messo nella propria pagina un link a vocenarrante: oltre alla pluricitata mariemarion, mi riferisco a LunaticaMente, la cui autrice mostra di sapere cosa sono le emozioni che ti attraversano il cuore giungendo a toccare l'essenza.
Una citazione en passant arriva anche da Blandamente, un blog che se la prende giustamente comoda.
Ho poi scoperto un omonimo tra un gruppo di fautori del bookcrossing. Evidentemente i nomignoli sono meno numerosi delle persone.
Oggi sono stato da V. e mi hanno lavorato sul terzo occhio, ma credo sia presto per parlarne.
10.12.02
Grazie a Millevoci, che ospita alcuni miei versi. Sono parole d'amore innato, quello che prende e illumina dal di dentro, ti fa sorridere radiosamente a ogni cosa e al tutto.
Ma anche lo stesso che se non ci sei abituato ti inebria togliendoti lucidità e annebbiando la capacità di vagliare le cose, di ridurre gli errori. Così capita che insieme a ricordi ineffabili rimanga la scia del rimpianto, uno spumeggiante scintillio che si nutre di lacrime per il non vissuto.
Non volendo gettare palate di sabbia sul passato, compito irrinunciabile della memoria diventa quello di riuscire a eliminare il periodo ipotetico, quell'inutile ammassarsi di congiuntivi e condizionali, confinandosi a ciò che è stato e non a ciò che (forse) sarebbe potuto essere.
E parlando di tempi e modi, l'obiettivo di sempre rimane essere, ora e qui. Paradossalmente, ciò che sembra una riduzione permette l'espansione, annullando tempo e spazio: il qui diventerà "in ogni dove", l'ora sarà "l'istante che si fa eternità".
Unico luogo il cuore... materia l'incrocio di sguardi... luminosa gioia oltre ogni dire...
Amore.
Ma anche lo stesso che se non ci sei abituato ti inebria togliendoti lucidità e annebbiando la capacità di vagliare le cose, di ridurre gli errori. Così capita che insieme a ricordi ineffabili rimanga la scia del rimpianto, uno spumeggiante scintillio che si nutre di lacrime per il non vissuto.
Non volendo gettare palate di sabbia sul passato, compito irrinunciabile della memoria diventa quello di riuscire a eliminare il periodo ipotetico, quell'inutile ammassarsi di congiuntivi e condizionali, confinandosi a ciò che è stato e non a ciò che (forse) sarebbe potuto essere.
E parlando di tempi e modi, l'obiettivo di sempre rimane essere, ora e qui. Paradossalmente, ciò che sembra una riduzione permette l'espansione, annullando tempo e spazio: il qui diventerà "in ogni dove", l'ora sarà "l'istante che si fa eternità".
Unico luogo il cuore... materia l'incrocio di sguardi... luminosa gioia oltre ogni dire...
Amore.
4.12.02
Sedute e letture
Oggi sono stato da V. e abbiamo fatto una seduta definita "grandiosa", lavorando sul giovane F. che alla fine si sentiva "riconnesso" e "di nuovo tra i beati".
Prima che si stendesse sul lettino, abbiamo parlato e seguito la scrittura di V., che ci ha invitato a condividere varie letture. Alcune sono state tratte da un libro che avevo per caso con me:
Così parlò Zarathustra, di Friedrich Nietzsche.
Come al solito, constatavamo che le parole nelle pagine indicate si attagliavano precisamente alla situazione di cui stavamo discorrendo, illuminando alcuni aspetti evolutivi che ciascuno di noi si trova ad affrontare.
In particolare, di un passaggio è stata richiesta la lettura e la rilettura, che ho ripetuto volentieri ad alta voce e che desidero riportare qui:
Purificarsi deve ancora il liberato dello spirito. Molta prigione e muffa sono rimaste in lui: puro deve diventare ancora il suo occhio.
Sì, io conosco il tuo pericolo. Ma per il mio amore e per la mia speranza ti scongiuro: non gettar via il tuo amore e la tua speranza.
Nobile ti senti ancora e nobile ti sentono ancora gli altri, che ti vogliono male e ti gettano occhiate cattive. Sappi che a tutti è d'intralcio un uomo nobile.
Anche ai buoni è d'intralcio un uomo nobile: e perfino quando lo chiamano buono, intendono con questo toglierlo di mezzo.
Il nobile vuol creare del nuovo e una nuova virtù. Il buono vuole il vecchio e che il vecchio sia conservato.
Ma non questo è il pericolo del nobile, che diventi un buono, bensì che diventi uno spavaldo, uno schernitore, un annientatore.
Ah, ho conosciuto uomini nobili che perdettero la loro più alta speranza. E ora calunniavano tutte le speranze alte.
Ora vivevano spavaldamente di bravi piaceri e non ponevano più le loro mete al di là della giornata presente.
"Lo spirito è anche voluttà" - così dicevano. Così spezzarono al loro spirito le ali: ora esso s'aggira strisciando e rosica tutto insozzandolo.
Un tempo essi pensavano di diventare eroi: gaudenti sono ora. Afflizione e orrore è per loro l'eroe.
Ma per il mio amore e per la mia speranza ti scongiuro: non gettar via l'eroe nella tua anima! Considera sacra la tua speranza più alta! -
Se prendiamo l'esempio delle delusioni amorose, è facile comprendere il meccanismo per cui quando si perde la "più alta speranza" si è propensi a negare "tutte le speranze alte".
E dunque assume peso specifico stagliandosi incoraggiante l'esortazione dell'ispirato:
Considera sacra la tua speranza più alta!
Oggi sono stato da V. e abbiamo fatto una seduta definita "grandiosa", lavorando sul giovane F. che alla fine si sentiva "riconnesso" e "di nuovo tra i beati".
Prima che si stendesse sul lettino, abbiamo parlato e seguito la scrittura di V., che ci ha invitato a condividere varie letture. Alcune sono state tratte da un libro che avevo per caso con me:
Così parlò Zarathustra, di Friedrich Nietzsche.
Come al solito, constatavamo che le parole nelle pagine indicate si attagliavano precisamente alla situazione di cui stavamo discorrendo, illuminando alcuni aspetti evolutivi che ciascuno di noi si trova ad affrontare.
In particolare, di un passaggio è stata richiesta la lettura e la rilettura, che ho ripetuto volentieri ad alta voce e che desidero riportare qui:
Purificarsi deve ancora il liberato dello spirito. Molta prigione e muffa sono rimaste in lui: puro deve diventare ancora il suo occhio.
Sì, io conosco il tuo pericolo. Ma per il mio amore e per la mia speranza ti scongiuro: non gettar via il tuo amore e la tua speranza.
Nobile ti senti ancora e nobile ti sentono ancora gli altri, che ti vogliono male e ti gettano occhiate cattive. Sappi che a tutti è d'intralcio un uomo nobile.
Anche ai buoni è d'intralcio un uomo nobile: e perfino quando lo chiamano buono, intendono con questo toglierlo di mezzo.
Il nobile vuol creare del nuovo e una nuova virtù. Il buono vuole il vecchio e che il vecchio sia conservato.
Ma non questo è il pericolo del nobile, che diventi un buono, bensì che diventi uno spavaldo, uno schernitore, un annientatore.
Ah, ho conosciuto uomini nobili che perdettero la loro più alta speranza. E ora calunniavano tutte le speranze alte.
Ora vivevano spavaldamente di bravi piaceri e non ponevano più le loro mete al di là della giornata presente.
"Lo spirito è anche voluttà" - così dicevano. Così spezzarono al loro spirito le ali: ora esso s'aggira strisciando e rosica tutto insozzandolo.
Un tempo essi pensavano di diventare eroi: gaudenti sono ora. Afflizione e orrore è per loro l'eroe.
Ma per il mio amore e per la mia speranza ti scongiuro: non gettar via l'eroe nella tua anima! Considera sacra la tua speranza più alta! -
Se prendiamo l'esempio delle delusioni amorose, è facile comprendere il meccanismo per cui quando si perde la "più alta speranza" si è propensi a negare "tutte le speranze alte".
E dunque assume peso specifico stagliandosi incoraggiante l'esortazione dell'ispirato:
Considera sacra la tua speranza più alta!
28.11.02
Lettere d'amore innato
...è il titolo di una pagina che raccoglie una parte infinitesimale di parole sbocciate dal cuore. Scambiate in mesi di verbalizzazione continua eppure mai sufficiente a circoscrivere il flusso di luce sorridente che sgorgava, ora lo so, direttamente dall'anima, attraversando per fortuna anche ogni cellula del corpo fisico.
Da quando devo fare i conti con una realtà che si è discostata dalle aspettative, cerco di limitare quelle correnti... anche perché la potenza del linguaggio è tale per cui ogni esplicitazione va a concretizzare, a rendere "oggettiva" una sensazione. E per quanto mi addestri a essere fluido e a far prevalere la dolcezza, non sono ancora in grado di digerire ogni macigno.
Però ieri non ho potuto fare a meno di scrivere un sms che trasmetteva "un abbraccio dolce" all'indimenticabile principessa radiosa.
La risposta ricevuta è stata fonte di grande gioia e voglio riportarla qui: "Grazie x l'immutato bene che hai per me. Lo sento e viaggia nelle onde. Anche se non sento la tua voce non mi coglie il dubbio.Questo succede scambiando amore."
Questo succede scambiando amore.
...è il titolo di una pagina che raccoglie una parte infinitesimale di parole sbocciate dal cuore. Scambiate in mesi di verbalizzazione continua eppure mai sufficiente a circoscrivere il flusso di luce sorridente che sgorgava, ora lo so, direttamente dall'anima, attraversando per fortuna anche ogni cellula del corpo fisico.
Da quando devo fare i conti con una realtà che si è discostata dalle aspettative, cerco di limitare quelle correnti... anche perché la potenza del linguaggio è tale per cui ogni esplicitazione va a concretizzare, a rendere "oggettiva" una sensazione. E per quanto mi addestri a essere fluido e a far prevalere la dolcezza, non sono ancora in grado di digerire ogni macigno.
Però ieri non ho potuto fare a meno di scrivere un sms che trasmetteva "un abbraccio dolce" all'indimenticabile principessa radiosa.
La risposta ricevuta è stata fonte di grande gioia e voglio riportarla qui: "Grazie x l'immutato bene che hai per me. Lo sento e viaggia nelle onde. Anche se non sento la tua voce non mi coglie il dubbio.Questo succede scambiando amore."
Questo succede scambiando amore.
23.11.02
Un anno, una vita (o forse di più)
Era il 22 novembre dell'anno scorso, giovedì, santa Cecilia protettrice del canto, quando andai per la prima volta da V. previo appuntamento preso per me dalla principessa radiosa. Arrivai là sereno, aperto e curioso in giusta misura. Sapevo che faceva "scrittura automatica" e volevo ascoltare. Mi chiese per quale motivo fossi lì e risposi: "Perché penso che questa esperienza possa aiutarmi a crescere". I successivi sviluppi mi avrebbero dato ragione.
La crescita personale è un processo comunque ineludibile, ma può rallentare fino quasi alla stagnazione se non rimaniamo sempre vigili e presenti a noi stessi; un aiuto esterno può contribuire a farci accelerare. A tale proposito, se sapremo approfittare delle opportunità che la vita ci offre, qualsiasi percorso si decida di intraprendere potrà essere valido, ma senza dubbio ce ne sono alcuni che potenzialmente permettono di progredire più velocemente di altri.
Quel giorno, dunque, una volta che mi fui accomodato su una sedia di fronte al suo scrittoio, V. cominciò a scrivere:
Consideriamo questo tuo passo molto decisivo e ti riconosciamo la qualità di un'essenza che si sta condonando alla luce ti consideriamo attivo e sommamente presente a te stesso per cui la p. 149 del g.d.l. ti si addice.
Lessi dunque quel brano del Manuale del guerriero della luce di Paulo Coelho:
"Dai allo sciocco mille intelligenze, ed egli non vorrà null'altro se non la tua," dice il proverbio arabo. Quando il guerriero della luce comincia a piantare il suo giardino, nota che il vicino lo spia. A costui piace dare consigli su come seminare le azioni, raccogliere i pensieri, irrigare le conquiste.
Se il guerriero presterà ascolto a ciò che l'uomo sta dicendo, finirà per fare un lavoro che non gli appartiene: il giardino a cui si sta dedicando deriverà da un'idea del vicino.
Ma un vero guerriero della luce sa che ogni giardino ha i propri misteri, che solo la mano paziente del giardiniere è capace di decifrare. Perciò preferisce concentrarsi sul sole, sulla pioggia, sulle stagioni. Sa che lo sciocco che dà consigli sul giardino altrui non sta badando alle proprie piante.
Era lampante l'invito ad ascoltare me stesso senza seguire necessariamente le orme altrui. Riprese a scrivere:
Come vedi è chiaramente consentito il consenso a questioni superiori e ora la p. 119 dell'I Ching
Era una pagina in cui tra altre cose si parlava della potenza della musica e del valore terapeutico del canto (che avrei sperimentato quella sera stessa).
Di nuovo la penna di V.:
Compreso!!! Ora ti consigliamo di andare sul lettino poiché ne parlerete dopo di ciò che è un'esperienza del sé ma se vuoi dire qualcosa prima parla
Se non ricordo male dissi che quando avevo preso l'appuntamento pensavo di non avere alcun problema e invece da qualche giorno mi sentivo il cuore pesante (causa un distacco sentimentale cui non mi volevo rassegnare - di cui forse nel profondo non mi sono ancora fatto una ragione).
Detto questo vai.
Mi tolsi le scarpe, chiesi se dovevo togliermi anche il maglione, ma mi rispose che spesso sul lettino capitava di avere freddo perché durante le sedute "si va su ".
Ovunque mi trovi, ho facilità al rilassamento e nemmeno quella volta feci eccezione. Non mi parve di avvertire sensazioni eccezionali una volta chiusi gli occhi, benché mi sembrasse di vedere una sorta di cerchio di fuoco attraverso il quale sarei dovuto passare. Però effettivamente sentivo la "presenza" di V. che si spostava mentre le sue mani si muovevano in aria intorno a me.
Alla fine mi disse di avere compiuto un lavoro di connessione tra la mia parte maschile e quella femminile (Yang e Yin, destra e sinistra) che risultavano completamente separate, spaccandomi in due verticalmente.
Tornammo alla scrivania e lei scrisse:
Commentiamo la seduta dicendo che è stato fatto un lavoro di connessivo consenso alla riconosciuta espansione e che nei prossimi giorni ti renderai conto del senso di benessere che può dare un conduzionale corretto assetto di un sistema che si è unito allo stesso modo di un esempio di cui parleremo in altro momento ti salutiamo e sappi che ti renderai libero
Presi appuntamento per la settimana successiva.
Raccontando queste cose, mi sembra veramente che in un anno sia passata una vita (o forse di più).
Era il 22 novembre dell'anno scorso, giovedì, santa Cecilia protettrice del canto, quando andai per la prima volta da V. previo appuntamento preso per me dalla principessa radiosa. Arrivai là sereno, aperto e curioso in giusta misura. Sapevo che faceva "scrittura automatica" e volevo ascoltare. Mi chiese per quale motivo fossi lì e risposi: "Perché penso che questa esperienza possa aiutarmi a crescere". I successivi sviluppi mi avrebbero dato ragione.
La crescita personale è un processo comunque ineludibile, ma può rallentare fino quasi alla stagnazione se non rimaniamo sempre vigili e presenti a noi stessi; un aiuto esterno può contribuire a farci accelerare. A tale proposito, se sapremo approfittare delle opportunità che la vita ci offre, qualsiasi percorso si decida di intraprendere potrà essere valido, ma senza dubbio ce ne sono alcuni che potenzialmente permettono di progredire più velocemente di altri.
Quel giorno, dunque, una volta che mi fui accomodato su una sedia di fronte al suo scrittoio, V. cominciò a scrivere:
Consideriamo questo tuo passo molto decisivo e ti riconosciamo la qualità di un'essenza che si sta condonando alla luce ti consideriamo attivo e sommamente presente a te stesso per cui la p. 149 del g.d.l. ti si addice.
Lessi dunque quel brano del Manuale del guerriero della luce di Paulo Coelho:
"Dai allo sciocco mille intelligenze, ed egli non vorrà null'altro se non la tua," dice il proverbio arabo. Quando il guerriero della luce comincia a piantare il suo giardino, nota che il vicino lo spia. A costui piace dare consigli su come seminare le azioni, raccogliere i pensieri, irrigare le conquiste.
Se il guerriero presterà ascolto a ciò che l'uomo sta dicendo, finirà per fare un lavoro che non gli appartiene: il giardino a cui si sta dedicando deriverà da un'idea del vicino.
Ma un vero guerriero della luce sa che ogni giardino ha i propri misteri, che solo la mano paziente del giardiniere è capace di decifrare. Perciò preferisce concentrarsi sul sole, sulla pioggia, sulle stagioni. Sa che lo sciocco che dà consigli sul giardino altrui non sta badando alle proprie piante.
Era lampante l'invito ad ascoltare me stesso senza seguire necessariamente le orme altrui. Riprese a scrivere:
Come vedi è chiaramente consentito il consenso a questioni superiori e ora la p. 119 dell'I Ching
Era una pagina in cui tra altre cose si parlava della potenza della musica e del valore terapeutico del canto (che avrei sperimentato quella sera stessa).
Di nuovo la penna di V.:
Compreso!!! Ora ti consigliamo di andare sul lettino poiché ne parlerete dopo di ciò che è un'esperienza del sé ma se vuoi dire qualcosa prima parla
Se non ricordo male dissi che quando avevo preso l'appuntamento pensavo di non avere alcun problema e invece da qualche giorno mi sentivo il cuore pesante (causa un distacco sentimentale cui non mi volevo rassegnare - di cui forse nel profondo non mi sono ancora fatto una ragione).
Detto questo vai.
Mi tolsi le scarpe, chiesi se dovevo togliermi anche il maglione, ma mi rispose che spesso sul lettino capitava di avere freddo perché durante le sedute "si va su ".
Ovunque mi trovi, ho facilità al rilassamento e nemmeno quella volta feci eccezione. Non mi parve di avvertire sensazioni eccezionali una volta chiusi gli occhi, benché mi sembrasse di vedere una sorta di cerchio di fuoco attraverso il quale sarei dovuto passare. Però effettivamente sentivo la "presenza" di V. che si spostava mentre le sue mani si muovevano in aria intorno a me.
Alla fine mi disse di avere compiuto un lavoro di connessione tra la mia parte maschile e quella femminile (Yang e Yin, destra e sinistra) che risultavano completamente separate, spaccandomi in due verticalmente.
Tornammo alla scrivania e lei scrisse:
Commentiamo la seduta dicendo che è stato fatto un lavoro di connessivo consenso alla riconosciuta espansione e che nei prossimi giorni ti renderai conto del senso di benessere che può dare un conduzionale corretto assetto di un sistema che si è unito allo stesso modo di un esempio di cui parleremo in altro momento ti salutiamo e sappi che ti renderai libero
Presi appuntamento per la settimana successiva.
Raccontando queste cose, mi sembra veramente che in un anno sia passata una vita (o forse di più).
22.11.02
Ascoltare, esprimersi, commentare, scambiare... i vostri spunti
Mi piace molto notare e annotare quanto proviene da chi ha la bontà di venire a leggere queste pagine. Ultimamente, come avevo già sottolineato, si è animato anche il forum, oltre ai graditissimi commenti inseriti in questa stessa pagina e ai messaggi ricevuti via e-mail.
Per chi non ci fosse ancora capitato, vi invito a visitare e a partecipare al forum, nel quale Fabio scriveva tra l'altro:
il problema e' riconoscersi per quello che si e' e basta. Non pensare a quello che si è ma esserlo.
Hai ragione, bisogna semplificare. La bellezza è semplice, l'amore è semplice, il benessere che favorisce la crescita personale è nell'eliminazione delle complicazioni insensate.
Mariemarion ha parlato di Reiki (che se non sbaglio significa forza vitale / energia universale):
Passa dappertutto, anche attraverso ir compiute. E funziona sempre, se proviene da qualcosa che non cerchi nel pensiero e neanche nell'animo. Qualcosa che abbiamo dentro tutti, a saperla cercare e trovare. E' una forza divina che gli uomini chiamarono Dio, gli Orientali positività. E' l'Energia dell'Universo che non c'entra coi miracoli di Padre Pio o della Madonna di Lurd. Io non la so descrivere, so che è luce bianca che proviene dal plesso solare e s'irradia a chi soffre, a chi piange. Tu gli sorridi dentro con la tua luce bianca, e all'improvviso gli porti fortuna...
Al di là delle scelte terminologiche, credo di individuare qualche analogia con la trasmissione di bene a distanza che ho avuto la fortuna di sperimentare, dandone e ricevendone (e spesso le due cose si confondono in un meraviglioso flusso unico e unificatore).
Avevo chiesto anche di scrivermi direttamente.
Mariemarion l'ha fatto, sottoponendo un quesito:
Spiriti guida o mente divina? quando facevo ir pirata della strada, sempre incazzata come na iena chi non conosce Roma mpo' capi', più ero ncazzata più guidavo bene. Coll'andare degli anni, studiando astrologia e i transiti planetari, ho scoperto d'aver avuto certi transiti così nefasti da essere impossibile riportare la pelle a casa. Ma , con quella guida da pirata, di averli superati senza danno! (un milione di chilometri e venticinque anni di guida da pirata... n'é possibile che sia sempre fortuna e bravura) [....] Adesso, col lume che m'è rimasto, guido si fa per dire come un pirata attraverso i brog. Io non so mai cosa scriverò, né quando l'ho scritto me lo ricordo. Allora: spirito guida? Mente divina che anche se tutto il corpo fisico e la istessa psiche se ne vanno affanculo... continua a prendere le redini del tuo pensiero per trasportarle... chissaddove io ancora non lo so, ogni giorno non lo so... [...] io credo in tutto e in niente. Solo una cosa la so, da sempre e ancor prima d'aver sentito parlare di reincarnazione. Io lo so, che non morirò. Io lo so che il corpo fisico è soltanto una vecchia carcassa da buttare allo sfascio, in parole povere al cassonetto di Prima Porta. Ma nello stesso tempo io so che resterò viva! E mi vedo sorridere al mio funerale, asciugando le lacrime di coloro (pochi) che mi piangeranno.
Ho motivo di credere agli spiriti guida, però onestamente la mia esperienza personale al riguardo è piuttosto rarefatta, costituita più da vaghe intuizioni che da voci forti e inoppugnabili. Non so se il mio lasciarmi andare al "sentire" mi metta in connessione semplicemente con me stesso (non che sia poco!) o con l'essenza universale, le anime dei morti o l'entità superiore, comunque si voglia chiamare la realtà invisibile. Di certo la chiamo realtà, perché sempre più numerosi sono i piccoli segnali che ne denotano l'esistenza.
Però non mi faccio molti problemi teorici di questo genere e preferisco continuare a raccontare quello che mi capita cercando di condividerlo con altre persone, per il piacere ma anche per l'utilità di un confronto che possa aiutarci reciprocamente a capire qualcosa in più di questa meraviglia transitoria ma sfiziosissima che chiamiamo vita e che molti dicono sia solo un prologo o un intermezzo.
Mi piace molto notare e annotare quanto proviene da chi ha la bontà di venire a leggere queste pagine. Ultimamente, come avevo già sottolineato, si è animato anche il forum, oltre ai graditissimi commenti inseriti in questa stessa pagina e ai messaggi ricevuti via e-mail.
Per chi non ci fosse ancora capitato, vi invito a visitare e a partecipare al forum, nel quale Fabio scriveva tra l'altro:
il problema e' riconoscersi per quello che si e' e basta. Non pensare a quello che si è ma esserlo.
Hai ragione, bisogna semplificare. La bellezza è semplice, l'amore è semplice, il benessere che favorisce la crescita personale è nell'eliminazione delle complicazioni insensate.
Mariemarion ha parlato di Reiki (che se non sbaglio significa forza vitale / energia universale):
Passa dappertutto, anche attraverso ir compiute. E funziona sempre, se proviene da qualcosa che non cerchi nel pensiero e neanche nell'animo. Qualcosa che abbiamo dentro tutti, a saperla cercare e trovare. E' una forza divina che gli uomini chiamarono Dio, gli Orientali positività. E' l'Energia dell'Universo che non c'entra coi miracoli di Padre Pio o della Madonna di Lurd. Io non la so descrivere, so che è luce bianca che proviene dal plesso solare e s'irradia a chi soffre, a chi piange. Tu gli sorridi dentro con la tua luce bianca, e all'improvviso gli porti fortuna...
Al di là delle scelte terminologiche, credo di individuare qualche analogia con la trasmissione di bene a distanza che ho avuto la fortuna di sperimentare, dandone e ricevendone (e spesso le due cose si confondono in un meraviglioso flusso unico e unificatore).
Avevo chiesto anche di scrivermi direttamente.
Mariemarion l'ha fatto, sottoponendo un quesito:
Spiriti guida o mente divina? quando facevo ir pirata della strada, sempre incazzata come na iena chi non conosce Roma mpo' capi', più ero ncazzata più guidavo bene. Coll'andare degli anni, studiando astrologia e i transiti planetari, ho scoperto d'aver avuto certi transiti così nefasti da essere impossibile riportare la pelle a casa. Ma , con quella guida da pirata, di averli superati senza danno! (un milione di chilometri e venticinque anni di guida da pirata... n'é possibile che sia sempre fortuna e bravura) [....] Adesso, col lume che m'è rimasto, guido si fa per dire come un pirata attraverso i brog. Io non so mai cosa scriverò, né quando l'ho scritto me lo ricordo. Allora: spirito guida? Mente divina che anche se tutto il corpo fisico e la istessa psiche se ne vanno affanculo... continua a prendere le redini del tuo pensiero per trasportarle... chissaddove io ancora non lo so, ogni giorno non lo so... [...] io credo in tutto e in niente. Solo una cosa la so, da sempre e ancor prima d'aver sentito parlare di reincarnazione. Io lo so, che non morirò. Io lo so che il corpo fisico è soltanto una vecchia carcassa da buttare allo sfascio, in parole povere al cassonetto di Prima Porta. Ma nello stesso tempo io so che resterò viva! E mi vedo sorridere al mio funerale, asciugando le lacrime di coloro (pochi) che mi piangeranno.
Ho motivo di credere agli spiriti guida, però onestamente la mia esperienza personale al riguardo è piuttosto rarefatta, costituita più da vaghe intuizioni che da voci forti e inoppugnabili. Non so se il mio lasciarmi andare al "sentire" mi metta in connessione semplicemente con me stesso (non che sia poco!) o con l'essenza universale, le anime dei morti o l'entità superiore, comunque si voglia chiamare la realtà invisibile. Di certo la chiamo realtà, perché sempre più numerosi sono i piccoli segnali che ne denotano l'esistenza.
Però non mi faccio molti problemi teorici di questo genere e preferisco continuare a raccontare quello che mi capita cercando di condividerlo con altre persone, per il piacere ma anche per l'utilità di un confronto che possa aiutarci reciprocamente a capire qualcosa in più di questa meraviglia transitoria ma sfiziosissima che chiamiamo vita e che molti dicono sia solo un prologo o un intermezzo.
15.11.02
...la questione del cuore spezzato
Chissà perché solo attraverso il dolore ci si sveglia. Ci muoviamo solo quando la sofferenza ci spreme il respiro dall'intimo. Quando siamo abbastanza scombussolati da ricondurre all'essenziale gli accidenti dell'esistenza, sfrondandola dalle minuzie che la incrostano e la complicano inutilmente.
Per attivarci occorre uno stimolo forte: purtroppo tendiamo ad aspettare di esserne implacabilmente fustigati per indurci a muovere passi decisivi sul cammino dell'evoluzione personale e spirituale. Quei passi che potremmo compiere altrettanto efficacemente, ma molto meno dolorosamente, nell'interezza umana e con il sorriso, se solo non aspettassimo di star male per mettere in discussione la vita che stiamo conducendo.
Dire "svegliatevi!" suona troppo da testimone di Geova; dire "svegliamoci!" vuole invece esprimere la solidarietà di una comunanza, quella della condizione umana che in ogni "qui e ora" ricalca ciclicamente gli squilibri energetici che ci fanno lottare laddove dovremmo abbandonarci e distrarre quando dovremmo essere vigili. Svegliamoci, cioè non impediamoci di cogliere la bellezza autentica, visibile o invisibile, dentro di noi e intorno a noi.
E il cuore spezzato? Beh, l'importante è che non smetta di battere... e pazienza per le aritmie!
Chissà perché solo attraverso il dolore ci si sveglia. Ci muoviamo solo quando la sofferenza ci spreme il respiro dall'intimo. Quando siamo abbastanza scombussolati da ricondurre all'essenziale gli accidenti dell'esistenza, sfrondandola dalle minuzie che la incrostano e la complicano inutilmente.
Per attivarci occorre uno stimolo forte: purtroppo tendiamo ad aspettare di esserne implacabilmente fustigati per indurci a muovere passi decisivi sul cammino dell'evoluzione personale e spirituale. Quei passi che potremmo compiere altrettanto efficacemente, ma molto meno dolorosamente, nell'interezza umana e con il sorriso, se solo non aspettassimo di star male per mettere in discussione la vita che stiamo conducendo.
Dire "svegliatevi!" suona troppo da testimone di Geova; dire "svegliamoci!" vuole invece esprimere la solidarietà di una comunanza, quella della condizione umana che in ogni "qui e ora" ricalca ciclicamente gli squilibri energetici che ci fanno lottare laddove dovremmo abbandonarci e distrarre quando dovremmo essere vigili. Svegliamoci, cioè non impediamoci di cogliere la bellezza autentica, visibile o invisibile, dentro di noi e intorno a noi.
E il cuore spezzato? Beh, l'importante è che non smetta di battere... e pazienza per le aritmie!
14.11.02
Segnalazione:
oggi 14 novembre alle ore 21, presso il Barrio's Cafè di via Barona (angolo via Boffalora) a Milano, inaugurazione della mostra "Provenienti dai sensi", di Luigi Ronny Avitabile e Giusy Morabito, che dicono:
è l'incontro tra pittura e scultura. L'odore dei colori, il tocco dell'impasto... vi è l'anima che guarda il lavoro prima di essere compiuto. Lì nasce il grande lavoro introspettivo, che permette di andare oltre al sistema di credenze ricercando il sentimento senza alcuna restrizione. I sentimenti primordiali, come la felicità, l'amore sono le fondamenta di quest'arte, la quale esprime il proprio essere come "uno" permettendo a questo di prendere forma
E ancora:
(Luigi): i lavori attuali trasmettono a colui che osserva l'esplosione energetica sentimenti di espansione percepibili attraverso la propria sensibilità interiore. Questo è un modo per arrivare al proprio sé e scoprire ciò che siamo.
(Giusy): ...una continua ricerca dell'armonia attraverso materia, colore ed elementi che evocano la vita terrena e spirituale. Il desiderio è trasmettere quello che ognuno ha voglia di vedere attraverso sé.
Le opere rimarranno esposte fino al 27 novembre.
oggi 14 novembre alle ore 21, presso il Barrio's Cafè di via Barona (angolo via Boffalora) a Milano, inaugurazione della mostra "Provenienti dai sensi", di Luigi Ronny Avitabile e Giusy Morabito, che dicono:
è l'incontro tra pittura e scultura. L'odore dei colori, il tocco dell'impasto... vi è l'anima che guarda il lavoro prima di essere compiuto. Lì nasce il grande lavoro introspettivo, che permette di andare oltre al sistema di credenze ricercando il sentimento senza alcuna restrizione. I sentimenti primordiali, come la felicità, l'amore sono le fondamenta di quest'arte, la quale esprime il proprio essere come "uno" permettendo a questo di prendere forma
E ancora:
(Luigi): i lavori attuali trasmettono a colui che osserva l'esplosione energetica sentimenti di espansione percepibili attraverso la propria sensibilità interiore. Questo è un modo per arrivare al proprio sé e scoprire ciò che siamo.
(Giusy): ...una continua ricerca dell'armonia attraverso materia, colore ed elementi che evocano la vita terrena e spirituale. Il desiderio è trasmettere quello che ognuno ha voglia di vedere attraverso sé.
Le opere rimarranno esposte fino al 27 novembre.
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