19.9.04

Ieri sera ho goduto di un privilegio visivo: mi sono trovato alla finestra giusta nel momento giusto e così mi si è parata innanzi una falce di luna straordinaria, rossa e sottile, un crescente da lasciare a bocca aperta.
Ho avuto fortuna, perché dopo qualche minuto era già sparita concludendo silente il suo tramonto.

Al suo posto, scritto in blu sullo sfondo scuro della volta semistellata, aveva lasciato un dialogo telepatico:

- Posso spegnere la radio o stai ascoltando?
- A me piace il suono della tua voce.
- ...
- Ma anche quello dei tuoi silenzi. Con te amo avvolgermi occhi negli occhi nel ronzio dell'anima.

16.9.04

Non so se gli angeli custodi esistano davvero o se siamo semplicemente immersi in un fluido amniotico cosmico in cui ciascuno può a turno emanare energie buone per qualcun altro, vicino o lontano, amico o estraneo, conoscente o sconosciuto.

So però che tra le preghierine, quella dell'Angelo Custode mi è sempre piaciuta, anche dopo essermi allontanato dalla religiosità tradizionale [vedi 29.8.02]. E tacitando lo scetticismo, penso agli angeli con benevolenza.

Sarà per questo che mi ha intenerito la leggenda raccontata oggi da Placida Signora.

14.9.04

I fumi di ieri sera erano quelli di sale incenso e mirra bruciati con i carboncini e portati in cerimonia itinerante per casa insieme a una candela di pura cera.

E perché dirlo qui, se era sempre la solita purificazione della luna calante?
Perché non esistono cose solite se ci ricordiamo che ogni giorno è un giorno speciale, ciascun istante una gemma preziosa.
E poi perché anche ieri sera, in qualche modo, il fumo era legato alla luce.


[ precedenti: 3.8.04 e 17.7.03 ]

13.9.04

smoke
gets in her eyes of light

9.9.04

Nel tempo senza tempo

Cullano i sogni la luce e a occhi aperti ti percorro, le labbra dischiuse, goloso di magia.

5.9.04

Nella simbologia rituale, la donna che balla al centro rappresenta la fiamma che non si spegne (come del resto spesso sembra avvenire in ambito sessuale). La fiamma di una o più candele qualche potere magico lo possiede, o per meglio dire lo riceve dal cuore che l'ha accesa.
Ieri notte ho avuto modo di constatare che il fuoco di un falò sa essere magico se ravvivato dal desiderio elevato al cielo dagli astanti. Il fuoco di un falò porta in aria lapilli, la magia che noi standogli intorno gli conferiamo porta in alto lo spirito, ci mette in contatto con il sé superiore di noi stessi o del cosmo. Ci mette in contatto anche con chi materialmente non è più presente accanto a noi. Questa è la magia liturgica di una ritualità profana e pulita.

4.9.04

Chissà se era Venere quella luce vista l'altra notte a est-sud-est mentre rientravo verso le quattro. Sono un po' stanco, ma mi rendo conto di quanto ne valga la pena. Specialmente quando non mi sembra di fare alcunché di importante e invece ricevo gratificazioni inattese da chi ha colto in qualche modo benefici dalla mia presenza. Mi sto sbrodolando addosso, sembra, eppure queste righe le pubblico, perché in certi momenti bisogna anche saper essere autoindulgenti.

23.8.04

Assistere a un concerto dal vivo permette di captare nella sua pienezza quella che consapevolmente o meno viene detta la magia della musica.
Magia che si dipana all'ascolto, magia che si moltiplica nella ritualità dell'evento collettivo condiviso. Il concetto si fa assioma se il concerto in questione è tenuto da un musicista dotato del carisma popolare e dello spessore spirituale di Bob Marley.
Al di là di questioni che attengono al gusto individuale, mi preme sottolineare la potenza benefica in grado di sorgere olisticamente da cerimonie vere e proprie, almeno laddove si diano autenticità d'espressione e profondità di sentire.

20.8.04

Durante un giro di procedure un paio d'anni fa mi avevano fatto notare che il corpo umano presenta una simmetria anche secondo l'asse orizzontale: ai polsi corrispondono le caviglie, ai gomiti le ginocchia, alle spalle le anche... L'osservazione meno ovvia mi parve la corrispondenza tra cervello e intestino, quest'ultimo deputato ad accogliere e conservare le memorie antiche, siano esse le rimozioni della nostra vita o il ricordo di incarnazioni precedenti. La reputai plausibile, guardandomi però dal discorrerne con troppa disinvoltura.

Ora però anche le riviste di maggior diffusione popolare riportano teorie supportate da ricerca scientifica secondo cui "nell'intestino c'è un altro cervello" (articolo di Elena Dusi sul Venerdì di Repubblica).
E solo ora mi accorgo che in rete e anche altrove se ne parlava già da anni.